Caro Zuppi, futuro Papa del conclave Lgbt
Caro don Matteo Zuppi, caro presidente della Chiesa italiana, le scrivo questa cartolina perché so che è molto deluso: l’atteso sinodo, infatti, è arrivato a un nulla di fatto. Tutto rinviato.
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Caro don Matteo Zuppi, caro presidente della Chiesa italiana, le scrivo questa cartolina perché so che è molto deluso: l’atteso sinodo, infatti, è arrivato a un nulla di fatto. Tutto rinviato.
Attribuito a ordini di Ruini il testo per cui hanno protestato i laici. In realtà, è opera di un don bolognese vicino al capo dei vescovi. Perplessi dalla svolta progressista.
I delegati (oltre la metà laici) hanno bocciato il documento d’indirizzo della Conferenza episcopale, ritenuto poco inclusivo. L’assemblea dei vescovi slitta a ottobre. Zuppi glissa: «Continuiamo a camminare, ci fa bene».
A causa di una «crisi respiratoria asmatiforme prolungata nel tempo», applicato ossigeno ad alti flussi al Pontefice. Dagli esami è emersa una piastrinopenia. Il quadro clinico ora è «critico» e la prognosi riservata. Le dimissioni tornano all’ordine del giorno.
Dopo la tregua con Zelensky, il Papa manda il capo della Cei a discutere con Lavrov sul ricongiungimento dei bambini «russificati». I due si stringono la mano a favore di camera: un timido passo (forse) verso la pace, cercata dagli…
Il presidente Cei al termine della «Settimana sociale», chiusa dalla visita del Papa: «I cattolici in Italia non sono una lobby». Ma l’evento è stato monopolizzato dai dem.
Matteo Zuppi sdogana «Fiducia supplicans», un’apertura che arriva pochi giorni dopo il rigetto firmato da 11 vescovi olandesi. Tra i quali, secondo il vaticanista americano Allen, ci sarebbe uno dei nomi forti del prossimo conclave: il cardinale Willem Eijk.
Il porno-prefetto della Fede è solo l’ultimo dei personaggi controversi promossi da Bergoglio. Che ha protetto fino all’ultimo il molestatore Zanchetta, ha nominato elemosiniere don Bolletta e ha elogiato i Casarini boys.
Dalle intercettazioni di Ragusa i retroscena sulle trame milionarie. Don Mattia Ferrari: «La conquista è iniziata». Le spese pazze con la carta di credito dell’ex no global.
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