Mattarella denuncia l’astensione record ma è stato proprio lui ad averla favorita
Quando si insedia un governo tecnico, gli elettori si convincono che votare è inutile. L’uomo del Colle dovrebbe fare mea culpa.
Pagina 19
Quando si insedia un governo tecnico, gli elettori si convincono che votare è inutile. L’uomo del Colle dovrebbe fare mea culpa.
Il capo dello Stato attacca (senza citarlo) il visionario miliardario americano pochi giorni dopo il tour in Italia: «Bisogna evitare che i padroni dei social prendano il potere e comincino a dettare le regole».
Ddl promulgato con l’impegno a «conformarsi a osservazioni» dell’Europa. Se vorranno smontarlo, tiriamo dritto come con l’Ia.
Sergio Mattarella invita Jannik Sinner e compagni per celebrare il trionfo, ma la federazione declina: devono riposare prima dell’Australian Open. La presidenza: «Venite quando volete».
L’aneddoto di Pupo: «Io ed Emanuele Filiberto eravamo primi a Sanremo ma una telefonata di Napolitano cambiò la classifica». È un piccolo grande esempio di quant’è fasulla la storia della neutralità presidenziale.
«Ma Mattarella cosa fa? Non c’è nessuno che lo sa». L’altro giorno al Corriere della Sera dev’essere risuonata la canzoncina dei bambini dell’asilo, che in coro si interrogavano sul coccodrillo, per poi sentenziare che l’arcosauro «si arrabbia ma non strilla,…
Ieri ultima udienza dei due vicepresidenti della Corte costituzionale: saranno sostituiti a breve da Sergio Mattarella. Lascerà anche la presidente Silvana Sciarra che nel 2024 dovrà fare altre tre nomine che possono cambiare tutto: ecco perché.
Il Quirinale interviene e ferma l’assurda multa ai dottori che fecero troppi straordinari in pandemia: applausi. Però con quelli che curavano i malati malgrado i protocolli di Speranza e coi non vaccinati è stato meno solerte.
Il Quirinale interviene e ferma l’assurda multa ai dottori che fecero troppi straordinari in pandemia: applausi. Però con quelli che curavano i malati malgrado i protocolli di Speranza e coi non vaccinati è stato meno solerte.
La maggioranza vuole le dimissioni della toga. Per Stefano Candiani (Lega) e Maurizio Gasparri (Fi), «quello che è successo chiama in causa l’organo di autogoverno della magistratura». Ovvero il Csm, presieduto dal Capo dello Stato.
Accedi
Registrati
Registrazione completata. Ti abbiamo inviato un'email per confermare il tuo account.