Alla faccia dei dubbi del Quirinale. Mattarella promulga la legge
Il bollino del Colle smentisce la stampa che prevedeva valutazioni lunghissime.
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Il bollino del Colle smentisce la stampa che prevedeva valutazioni lunghissime.
Davanti alle critiche al presidente, che aveva definito il voto la «consacrazione della sovranità Ue», i giornali si travestono da corazzieri. E parlano di «eversione» e «profanazione». Eppure sono gli stessi che volevano «mettere la museruola» a Cossiga.
Davanti alle critiche al presidente, che aveva definito il voto la «consacrazione della sovranità Ue», i giornali si travestono da corazzieri. E parlano di «eversione» e «profanazione». Eppure sono gli stessi che volevano «mettere la museruola» a Cossiga.
Secondo «Repubblica», il capo dello Stato si prepara a bocciare in blocco i decreti che Meloni intende approvare prima del voto. Il pretesto sarebbe l’eccessivo ricorso alla legislazione d’urgenza. La verità è che l’opposizione alla destra si è trasferita al…
Il presidente è il primo capo di Stato italiano a visitare la Costa d’Avorio. Poi si recherà in Ghana. Il Piano Mattei inizia a prendere forma. Tappa al centro Confindustria che insegna ai giovani lavori richiesti pure qui.
Il Colle plaude alla risposta di Bruxelles al virus, «accelerata» dall’emergenza. E «Repubblica» ribadisce: le crisi sono un’occasione per trasferire sovranità all’Europa. Calpestando trasparenza e democrazia.
I progressisti considerano la cultura come cosa propria e valutano ogni nomina estranea alla solita compagnia di giro al pari di un golpe. Ma il ricambio delle classi dirigenti è una garanzia democratica.
La maggioranza vuole le dimissioni della toga. Per Stefano Candiani (Lega) e Maurizio Gasparri (Fi), «quello che è successo chiama in causa l’organo di autogoverno della magistratura». Ovvero il Csm, presieduto dal Capo dello Stato.
Per la terza volta in pochi mesi, «Repubblica» e «Stampa» provano ad arruolare Sergio Mattarella contro Giorgia Meloni. E falliscono.
Dopo gli attacchi dem, Sergio Mattarella ricorda l’importanza del servizio pubblico. È stata però la sinistra a tagliarlo e, in epoca Covid, a imporre una tassa da 3,6 miliardi alle imprese di dispositivi medici. Ora aiutate nella Nadef.
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