Baffino d’Arabia ora si dà al greggio
Nella cordata di uomini d’affari di Doha che punta a rilevare la raffineria di Priolo spunta Massimo D’Alema come consulente. Dopo le armi alla Colombia, è il turno dell’oro nero.
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Nella cordata di uomini d’affari di Doha che punta a rilevare la raffineria di Priolo spunta Massimo D’Alema come consulente. Dopo le armi alla Colombia, è il turno dell’oro nero.
Chiusa l’inchiesta interna di Leonardo sulla trattativa mediata da Massimo D’Alema, finisce nel mirino il manager che ignorò l’allarme della Farnesina. Il governo colombiano alle battute finali per la scelta tra le offerte.
Tra Cento e Castello D’Argile (Bo) vive e lavora il ragioniere Gherardo Gardo con un ruolo primario nel Colombia-gate e negli affari di Massimo Tortorella, divenuto socio dei vini D’Alema «per 2/3 milioni». Agli atti ne risultano molti meno.
Carte intestate farlocche e nomine inesistenti: così i due broker italiani, in Colombia, avrebbero cercato di chiudere l’affare con le aziende di Stato grazie alla mediazione dell’ex premier. L’ambasciatore Piazzi alla «Verità»: nessun patrocinio, li denuncio.
Domenico Arcuri, che traballa in Invitalia, ha compiuto altre operazioni dubbie, come l'acquisto delle siringhe ignorando i fornitori nazionali o i soldi a Reithera. Va fatta chiarezza. Le pulci a 14 mesi di appalti: il 55% delle spese è passato…
L'ex premier invitato al convegno di Zte sulle reti ad alta velocità. Con lui anche il sottosegretario Mirella Liuzzi. Il governo ha inserito nel dl Semplificazioni un emendamento che impedisce ai sindaci di bloccare le antenne.
Il dibattito nel Partito democratico è sempre più lacerante. E se Carlo Calenda non cessa di lanciare bordate contro il vecchio apparato, corteggiando Forza Italia, Elisabetta Gualmini guarda ormai ai grillini. In mezzo, Maurizio Martina prova a consolidare una leadership…
Il capogruppo Pd in consiglio regionale dimessosi l’altro ieri, il consigliere dem autosospeso, un ex assessore e un manager citati nell’ordinanza: ecco tutti i pezzi del cerchio magico dell’ex premier scossi dalle indagini.
Nell’audit interno dell’azienda la contestazione rivolta ai vertici: hanno messo a disposizione dell’ex premier carte con segreti commerciali. Omettendo informazioni sui discussi mediatori scelti da Baffino per l’affare.La toga voleva comprare un introvabile Rolex. I guai giudiziari della dinasty Mazzotta.
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