Colpo alla «mascherina connection»
La Guardia di finanza sequestra altri 50 milioni di esemplari acquistati da Domenico Arcuri. Le indagini puntano ai rappresentanti delle aziende in affari con il commissariato.
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La Guardia di finanza sequestra altri 50 milioni di esemplari acquistati da Domenico Arcuri. Le indagini puntano ai rappresentanti delle aziende in affari con il commissariato.
I giudici del Riesame evidenziano la corsia preferenziale riservata a Mario Benotti, che strinse accordi «ben prima» che Mr Invitalia diventasse commissario, «sostenendo perfino di avere contribuito alla stesura del decreto».
L'indagine dei pm di Gorizia: un dispositivo su due non filtra. Le forniture arrivano dalla Cina, erano state ordinate da Domenico Arcuri.
È l'imprenditore arrestato per le mascherine senza licenza. L'affare con la cannabis e le riunioni con Massimo D'Alema e Luigi Bisignani.
Antonio Zennaro, deputato della Lega e membro della Commissione Finanze della Camera, già componente del Copasir, a proposito degli acquisti effettuati e dei contratti stipulati dalla struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri: «Chiedo trasparenza totale. Non basta l'indicazione generica dei…
Quando questo giornale pubblicò il primo articolo dedicato alla strana faccenda delle mascherine comprate dal commissario all'emergenza Covid, rivelando le incredibili commissioni milionarie incassate da un gruppetto di improbabili mediatori, era da poco passata la metà di novembre.
Il mediatore in contatto con l'ex finanziatore del Rottamatore. Sentito sui nostri scoop il portavoce del giornalista indagato.
Indagini a una svolta, nuovi avvisi di garanzia in arrivo: fari della magistratura puntati sulle maxi commissioni da oltre 70 milioni e sulla qualità dei dispositivi di protezione importati dalla Cina. Coinvolti pubblici ufficiali.
Nel provvedimento di sequestro dei beni dei mediatori d'oro, il pm punta le «entrature» con Mr Invitalia. Il «comitato d'affari» si sarebbe mosso in maniera spregiudicata grazie al rapporto col vertice della struttura.
I pm di Roma, che indagano sull'affare da 1,25 miliardi, pronti a mettere le mani sulle maxi commesse. Il giornalista mediatore voleva far confluire 10 milioni di euro sui conti fiduciari di una nuova società.
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