Dopo essersi sbarazzato di Di Maio, Grillo si fa condonare le cause dal Pd
Il padre dei pentastellati e del Conte bis doveva rispondere di un post contro Matteo Renzi e Maria Elena Boschi. Ora tratta con i dem per condonare le cause.
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Il padre dei pentastellati e del Conte bis doveva rispondere di un post contro Matteo Renzi e Maria Elena Boschi. Ora tratta con i dem per condonare le cause.
Liberatosi di Luigi Di Maio, il presidente della Camera lavora alla «cosa progressista». Che ha iniziato a preparare a partire dall'alleanza con Luigi De Magistris per le suppletive a Napoli. Il primo nemico da abbattere è Vincenzo De Luca.
Al conclave dem, il ministro della Cultura prova a blindare l'esecutivo: «Andare avanti è importante per la democrazia. Se torna il 5% di sbarramento, c'è spazio per una nuova vocazione maggioritaria».
Pur di restare al potere si sono rimangiati qualsiasi posizione, compreso il taglio delle loro cadreghe.
Nel dibattito sul salva Stati, il premier aggira i temi cruciali. Lega e Fdi gli ricordano gli impegni presi e anche Fi si allinea.
Maria Grazia Carbonari, consigliera M5s: «Con il patto civico gli elettori ci volteranno le spalle per la Lega. Nelle liste è rimasta la vecchia classe dirigente che ha amministrato col clientelismo».
Dopo la richiesta di gabelle sulle merendine e i voli aerei, Lorenzo Fioramonti ha appeso alla facciata del Miur uno striscione ambientalista. Così l'indottrinamento prende il posto della didattica. È la lezione del guru Jeffrey Sachs, manina dietro la conversione…
L'alleanza di governo continua a creare malumore in casa pentastellata. Danilo Toninelli parla di «marciume» e all'orizzonte si profilano altri casi Sozzani. Irritazione di Andrea Marcucci: «Tenete a bada i deliri di Di Battista».
Il leader politico si ritrova stritolato fra i ricatti del Rottamatore, alleato impresentabile alla base, e la lotta con Beppe Grillo che ormai brama il potere. Per salvare sé stesso e il Movimento deve strappare, o sarà l'oblio.
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