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Sarà italiana la futura serra per coltivare piante nello spazio. A lavorarci è Franco Malerba, primo astronauta italiano e oggi imprenditore con la startup Space V.

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Si chiude con successo la missione Artemis II: la capsula Orion è rientrata sulla Terra con ammaraggio nel Pacifico dopo dieci giorni di volo e il sorvolo della Luna. L’equipaggio, recuperato al largo della California, è in buone condizioni. Per la Nasa si apre ora la fase decisiva del programma lunare.

La Nasa ha pubblicato immagini storiche della Terra che tramonta sotto l’orizzonte lunare, più di 57 anni dopo che un’iconica immagine dell’«alba terrestre» fu catturata da un astronauta dell’Apollo 8.

I membri dell’equipaggio di Artemis II hanno catturato l’immagine durante il sorvolo lunare da record della missione, mentre l’astronauta statunitense Bill Anders scattò la leggendaria «alba terrestre» durante la prima missione spaziale con equipaggio umano intorno alla Luna, nel dicembre 1968.

L’equipaggio descrisse con dovizia di particolari le caratteristiche della superficie lunare e in seguito assistette a un’eclissi solare, quando la Luna passò davanti al Sole.

Dopo aver sorvolato il lato nascosto del satellite, Artemis II torna verso la Terra. Spunta un vasetto di crema fluttuante. Un cratere dedicato alla moglie defunta del comandante.

Sono passati otto giorni dalla partenza di Artemis II. Poco dopo la mezzanotte del sesto giorno, i quattro membri dell’equipaggio sono diventati gli esseri umani che si sono spinti più lontano dalla Terra nella storia. A bordo della capsula Orion, Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen hanno raggiunto la distanza record di 406.777 km dal nostro pianeta, superando di gran lunga il primato stabilito nel 1970 dall’Apollo 13.

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Missione Artemis 2 alla fase conclusiva: l’equipaggio Nasa, iper tecnologico, osserva 35 obiettivi tra cui il cratere del lato «nascosto». Comunicazioni sospese per 50 minuti.

Dalle 6 di mattina ora italiana di ieri (6 aprile), la capsula Orion Integrity è entrata nell’area di influenza della gravità lunare. Si dice così poiché è la distanza dal nostro satellite naturale dove la forza d’attrazione è più forte di quella terrestre. Ed è questa situazione ad attrarre la navicella verso il suolo selenico, mentre è la sua velocità a consentirle di non cadere sulla Luna ma di effettuare un sorvolo durante il quale gli astronauti ne stanno osservando alcune regioni in modo dettagliato. Sono i primi umani a farlo dal dicembre 1972 ma i primi in assoluto dotati di tecnologie che 54 anni fa non esistevano.

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