Il governo sotto torchio per sei ore davanti ai pm
Il procuratore di Bergamo a Palazzo Chigi per sentire Giuseppe Conte, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza sulla mancata zona rossa ad Alzano e Nembro. Ma il premier ostenta sicurezza.
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Il procuratore di Bergamo a Palazzo Chigi per sentire Giuseppe Conte, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza sulla mancata zona rossa ad Alzano e Nembro. Ma il premier ostenta sicurezza.
Conte si presenta come gestore di un immenso flusso di liquidità che però non c'è. Sure e Bei non sono attivi, il Mes è assai limitato e pericoloso e sul Recovery fund i 27 litigano. Intanto la Germania si regala…
Alessandro Giglio, il ceo dell'unico editore straniero autorizzato a diffondere il made in Italy sulle piattaforme tv e Web cinesi: «Sottovalutazione, disorganizzazione, ritardi. Portare 6 milioni di mascherine a Genova è stata un'impresa».
Il siciliano Salvatore Palella, finito come vittima nell'inchiesta Caronte, ha fondato la Helbiz. Già presente a Milano, Roma e Rimini, è pronto a inondare di sharing Firenze, Bologna e Napoli. A luglio lo sbarco in Borsa.Il bonus biciclette sdoppiato moltiplica…
L'esecutivo tratta i cittadini come mocciosi: li riempie di raccomandazioni, anche contrastanti, anziché porre dei paletti. E se qualcosa va storto, è colpa della gente.
Aveva il record negativo di letti in terapia intensiva. Ha promesso di raddoppiarli e non l'ha fatto. Spende oltre 400 milioni per chi si cura al Nord. Ha regalato mascherine senza omologazione.«Regione chiusa così i turisti stanno lontani». Il sindaco…
Per riportare gli alunni tra i banchi non si può attendere l'autunno. È necessario sperimentare la riapertura, formare docenti e dirigenti scolastici definendo protocolli sanitari e didattici. Altrimenti saremo impreparati.
Il decreto non aiuterà l'agricoltura, favorirà chi non ha diritto di stare qui, e ci farà sborsare altro denaro per gli irregolari.
Nel dibattito di questi mesi è riemersa l'idea che sia sbagliato sostenere il Belpaese poiché pigro e spendaccione. Ma Roma ha già pagato abbastanza in nome dell'euro.
Immersi nel tepore della «tutela del nostro bene», abbiamo finito per accettare mansueti la sospensione di troppe libertà. Ma forse la cottura non è completa: sorge un movimento determinato a difendere il diritto di lavorare e di andare a messa.
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