Sui tamponi l’ente copre il suo capo
Il numero uno dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, non risponde all’accusa di truffa aggravata. E lascia parlare le note: «Mai chiesto finanziamento di 750 euro a test».
Pagina 8
Il numero uno dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, non risponde all’accusa di truffa aggravata. E lascia parlare le note: «Mai chiesto finanziamento di 750 euro a test».
I tribunale dei ministri di Roma archivia una denuncia contro Giuseppe Conte e gli altri ministri.
Il ministro Orazio Schillaci sconfessa la bozza: «Mai vista». Il dipartimento guidato da Giovanni Rezza che l’ha realizzata era responsabile del piano pandemico. E la polemica ha oscurato l’inchiesta.
Mentre il morbo poteva essere tracciato, gli esperti bocciavano i test. Per Franco Locatelli (Cts) farli agli asintomatici era inutile: «Non contagiano». Cambiò idea, ma ormai era tardi.
Nei messaggi del 22 aprile 2020 tra il titolare della Salute e il suo referente scientifico emerge la verità sui dispositivi: sulla loro utilità «non ci sono evidenze». Eppure di lì a poco sarebbero diventati un totem.
Il presidente dell’ente, per avere fondi, tampinava Roberto Speranza, il cui capo di gabinetto gongolava: «Sta facendo molto per il ministro». Adesso, però, è indagato a Roma per truffa allo Stato: «Fece spendere 750 euro a esame, per l’ateneo di…
Il capo dell’Iss Silvio Brusaferro scriveva: «Quei dispositivi non sono a norma». La risposta di Roberto Speranza: cambiamo i parametri.E l’Italia non ricevette l’invito a un vertice Ue d’emergenza a causa di una mail bloccata.
Il capo dell’Iss disse ai pm di aver scoperto solo a maggio 2020 dell’esistenza del documento. Che, però, fu menzionato in una riunione della task force già a gennaio e gli venne inviato a febbraio.
Agli atti dell’inchiesta gli sms di Goffredo Zaccardi, tecnico del ministro. Poco dopo lo scoppio della pandemia, spiega gli «effetti» sull’esecutivo. E dice che Giuseppi «sfrutta la cosa»: «Vuole arrivare a fine anno con dichiarazioni e dpcm per colpire Salvini».
Le indagini confermano che gli «esperti» erano in realtà degli sprovveduti. Come Ranieri Guerra (Oms) che riteneva stupido fare i tamponi. Nel frattempo, Giuseppe Conte & C. sfruttavano il caos per regolare i conti con gli avversari.
Accedi
Registrati
Registrazione completata. Ti abbiamo inviato un'email per confermare il tuo account.