Naufragata la tregua si torna a combattere. Trattative da domani
Stop ai corridoi umanitari. Vladimir Putin: «Le sanzioni? Dichiarazioni di guerra». Gli ucraini uccidono un negoziatore: «Spia russa».
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Stop ai corridoi umanitari. Vladimir Putin: «Le sanzioni? Dichiarazioni di guerra». Gli ucraini uccidono un negoziatore: «Spia russa».
Rod Dreher, archiviato il bellicismo post 11 settembre, condanna l’invasione dell’Ucraina ma avverte: «Vanno evitati la terza guerra mondiale o un Afghanistan slavo. Odiare i russi? Ci è permesso perché sono bianchi...».Lo storico Franco Cardini: «Lo zar è lo spauracchio…
Il governo si rimangia la parola e Pierpaolo Sileri rivela che le assurde regole che rovinano la vita degli italiani varranno pure per chi fugge dalle bombe. Con l’aggravante che per loro beni essenziali possono essere pure un paio di…
Arrivati oltre 11.000 sfollati. L’epidemiologo: «I rifugiati senza profilassi non impattano sui contagi». Eppure, a gruppi molto meno numerosi, fu vietato protestare contro i diktat sanitari per evitare di diffondere il virus.
La stampa, in assetto di propaganda, incolpa Vladimir Putin dell’attacco alla centrale nucleare, nonostante i dubbi di Washington. Federico Fubini invoca una strage tra gli aggressori. I giornalisti hanno lo spirito marziale? Allora imbraccino le armi e vadano a difendere…
Federico Fubini e Milena Gabanelli si illudono di combattere contro Vladimir Putin lavando i piatti a mano.
L’ex presidente Rai Marcello Foa: «Al fronte si passa da una notizia emotiva all’altra, scatta la catena mediatica e addio alla verità. Qui per la stampa la priorità non è accertare i fatti, ma ingaggiare crociate per le cause supreme».
Olaf Scholz sente Vladimir Putin, mentre Recep Tayyip Erdogan cerca di far incontrare Sergej Lavrov e Dmytro Kuleba. Anticipato il nuovo round di trattative.
Per evitare guai con i russi, le forniture passeranno dalla Moldavia (fuori dalla Nato), arrivando però a Kiev già caduta. Le useranno i paramilitari per la lotta «clandestina».
Per evitare guai con i russi, le forniture passeranno dalla Moldavia (fuori dalla Nato), arrivando però a Kiev già caduta. Le useranno i paramilitari per la lotta «clandestina».
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