Automotive al verde nell’Europa del green. Volkswagen licenzia Elkann senza batterie
Il colosso tedesco manderà a casa 35.000 lavoratori entro il 2035. Stellantis chiede pietà a Ursula von der Leyen. Salta la gigafactory di Termoli?
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Il colosso tedesco manderà a casa 35.000 lavoratori entro il 2035. Stellantis chiede pietà a Ursula von der Leyen. Salta la gigafactory di Termoli?
Dopo gli esuberi di Pomigliano e Melfi, Stellantis ha siglato un accordo per le uscite incentivate di 200 dipendenti di Termoli. Il sito che doveva dar vita alla gigafactory.
Dopo aver disertato il Parlamento, il presidente di Stellantis rilascia scarni virgolettati al «Foglio» per fare la vittima rispetto agli attacchi ricevuti («Abbiamo più dato che avuto dal Paese») e minacciare l’addio («Cosa fa il governo se ce ne andiamo?»).
Berlino, dove Volkswagen rischia il bagno di sangue, sta spingendo a Bruxelles sui motori a e-fuel. Il governo potrebbe sostenerla in cambio dell’appoggio ai biocarburanti, nei quali noi siamo a livelli di eccellenza. Intanto Urso incontra il collega ceco Sìkela.
Elettriche sempre più in difficoltà, tanto che Saudi Aramco ha preso il 10% di Horse powertrain, specializzata in motori a scoppio. Il gruppo tedesco ferma la produzione di veicoli green in Belgio. A rischio 2.600 posti.
Francia e Spagna richiudono il timido spiraglio aperto dall’ammissione della Von der Leyen («Così favoriamo la Cina») e impongono di rispettare la data del 2035 per il «tutto elettrico». Una condanna a morte per il settore.
Crescono dappertutto le politiche di protezionismo e interventismo statale. Qui da noi i target «verdi» imposti da Bruxelles e la scarsità di risorse aumenteranno la nostra dipendenza e i costi per le imprese.La scarsa domanda di auto elettriche in Occidente…
Il documento inviato alla Commissione impone regole e restrizioni sul modello Beppe Sala.
Le sbalorditive parole di Ursula: «Le nostre politiche hanno aiutato Pechino nel solare, nelle batterie, nelle auto elettriche. Adesso rischiamo una nuova dipendenza». È tutta colpa sua e si dovrebbe dimettere. Invece incredibilmente rilancia: «Bisogna accelerare».
L’aumento di temperatura previsto entro il 2100 passa da 4 gradi a 2,3. Von der Leyen dà i numeri: «Grazie alle mie leggi verdi». Tovaglieri (Lega)al convegno sull’automotive: «Le rivoluzioni non si impongono».
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