#LaVeritàAlleSette
Daniele Capezzone e Camilla Conti parlano del caos e delle incognite sul green pass obbligatorio.
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Daniele Capezzone e Camilla Conti parlano del caos e delle incognite sul green pass obbligatorio.
Il critico d'arte parlamentare: «Rifiuto ogni ipocrisia, comprese le costrizioni surrettizie. A Roma sto con Giovanni Toti, Silvio Berlusconi ha chiuso da un pezzo, Mara Carfagna è pronta per il Pd».
Il leghista al Viminale Nicola Molteni: «Il dl va cambiato: sostituire i non vaccinati è impossibile. Polizia umiliata da canne legali e spaccio tollerato».
Toccherà agli italiani verificare i documenti di baby sitter, colf, badanti e (forse) di idraulici e di tassisti. Roba da Stato di polizia: ci manca solo il capocaseggiato come nel Ventennio. In settimana le linee guida.
Il governo motiva l'estensione del green pass dicendo che serve a convincere i dubbiosi in modo pacifico e senza alcuna coercizione. E invece stanno scaricando le responsabilità sugli italiani. Del resto togliere lo stipendio a chi non si vaccina non…
L’esecutivo vara un decreto senza l’urgenza (entrerà in vigore solo tra un mese), intimando a Camere, Quirinale e Consulta di adeguarvisi. Ma quegli organi sono i suoi contrappesi: piegandosi, si sottometteranno a una norma su cui dovrebbero vigilare
Il passaporto vaccinale non è una misura sanitaria. Serve però a rendere più complicata la vita di chi non ha ancora accettato di farsi somministrare il siero. E porta con sé anche una serie di complicazioni
Obbligo di certificato nel pubblico e nel privato, pena la sospensione dal lavoro e la perdita dello stipendio. Una misura inaudita in Europa e non giustificata dalla situazione negli ospedali, né dall'efficacia sanitaria
Dal 15 ottobre, il green pass sarà imposto nel pubblico e nel privato. Chi non obbedisce sarà sospeso senza stipendio. Eccezione per i magistrati. Previste sanzioni fino a 1.500 euro. Tamponi molecolari validi per 72 ore
Obbligo di certificato nel pubblico e nel privato, pena la sospensione dal lavoro e la perdita dello stipendio. Una misura inaudita in Europa e non giustificata dalla situazione negli ospedali, né dall'efficacia sanitaria
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