Il processo Ilva è tutto da rifare
L’Appello annulla la sentenza di primo grado di «Ambiente svenduto» in cui erano stati condannati Vendola e i Riva. Accolta la richiesta della difesa di spostare tutto a Potenza.
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L’Appello annulla la sentenza di primo grado di «Ambiente svenduto» in cui erano stati condannati Vendola e i Riva. Accolta la richiesta della difesa di spostare tutto a Potenza.
Nel 2018, l’ex compagno della donna, protagonista dell’intrigo costato la poltrona al ministro Sangiuliano, le fece notificare dal suo avvocato una diffida legale, in cui sosteneva di essere stato perseguitato dopo la fine della loro relazione sentimentale.
La conduttrice smentisce Maria Rosaria: «Voleva dichiarare in studio che la sua nomina fu fermata da Arianna Meloni». Lei nega: «Mai detto».
Il caso Sangiuliano è meglio di una telenovela: ogni giorno ci riserva una sorpresa. O meglio: a riservarcela è Maria Rosaria Boccia, la donna che ha inguaiato l’ex ministro della Cultura, portandolo alle dimissioni.
Negli anni, sono state sovvenzionate pellicole viste da 29 spettatori o addirittura mai finite in sala. Al Giffoni di Gubitosi è andato quasi 1 milione nel 2023. Si spiega così l’astio di un certo mondo che campa di sprechi.
Nel profilo Linkedin la donna dichiara un titolo conseguito nel 2005 in un ateneo. Ma non risulta aver discusso la tesi lì.
La sinistra all’assalto dei presunti incarichi conferiti prima delle dimissioni tuona contro «l’occupazione militare» dei posti. Ma tra gli esperti sotto contratto al Mibac confermati dal centrodestra c’è perfino il figlio del segretario di Palmiro Togliatti.
Il Carroccio denuncia: «Il nostro leader a processo per Open arms e ci sono 10 anni di presunte spiate contro di noi». Nelle carte dei pm ora spunta un altro giudice della Dna che inguaia Laudati e Striano.
Gennaro Sangiuliano s’è dimesso: impossibile resistere dopo lo sputtanamento e la goffa confessione in lacrime resa in tv. Ma per Giorgia Meloni è un campanello d’allarme: la caccia alle debolezze private dei suoi è solo all’inizio.
Gennaro Sangiuliano s’è dimesso: impossibile resistere dopo lo sputtanamento e la goffa confessione in lacrime resa in tv. Ma per Giorgia Meloni è un campanello d’allarme: la caccia alle debolezze private dei suoi è solo all’inizio.
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