Conte ha in testa solo il Sud: «Il Nord si può arrangiare»
Il Settentrione viene lasciato solo («Cresce già») e l'autonomia finisce in soffitta. Con le nuove nomine i ministri meridionali, che erano già ben 11 su 21, salgono a quota 13 su 22.
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Il Settentrione viene lasciato solo («Cresce già») e l'autonomia finisce in soffitta. Con le nuove nomine i ministri meridionali, che erano già ben 11 su 21, salgono a quota 13 su 22.
L'ultima versione del decreto prevede la possibilità di revocare la convenzione senza pagare i 23 miliardi. Norma a rischio incostituzionalità. Maggioranza divisa.
L'ex ministro ha sbattuto la porta con la scusa dei pochi soldi alla scuola, eppure fu lui a boicottare il piano nazionale redatto, sotto i suoi predecessori, da ben 14 luminari e oltre 1.000 docenti. Non sapendo come intestarselo, lo…
A novembre Cdp ha formato i propri Consigli e assegnato una cinquantina di poltrone. Ma entro fine marzo si decide la sorte delle grandi partecipate quotate, che spostano davvero il potere. Il Quirinale segue da vicino.
Esecutivo in confusione sulla revoca della concessione. Luigi Di Maio: «è inevitabile», Giuseppe Conte: «Non la chiediamo», Paola De Micheli: «Vedremo a gennaio». E l'opzione del decreto d'urgenza potrebbe non convincere il Quirinale.
C'era un accordo con il premier per non far emergere la rottura sotto le feste. La fuga di notizie potrebbe essere dovuta a un blitz M5s per sabotare i piani del professore. Che, da tempo, era in rotta con i…
Il ministro dell'Istruzione lascia: «Pochi soldi per la scuola». Nella coalizione volano gli stracci I grillini chiedono indietro lo stipendio. Dura Italia viva: «Conte perde uomini come le foglie».Intanto scalda i motori Nicola Morra, l'anti Giggino. Il presidente della commissione…
La mini pausa natalizia non sembra aver aiutato il governo né ad affrontare in modo più realistico – e meno propagandistico – i contenuti della legge di Bilancio appena licenziata dal Parlamento, né a mettere definitivamente a fuoco il dossier…
Il governo blinda il provvedimento, zeppo di nuove tasse, con la fiducia e un passaggio in meno in Parlamento. La Lega il 2 gennaio si appellerà alla Corte costituzionale. Che l'anno scorso avvertì: «Basta tagli ai tempi...».
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