Zucconi, il narratore di giornalismo
È morto a 74 anni nella sua casa di Washington. Ruggente e fazioso, raccontava storie prima che lo storytelling diventasse di moda. Sapeva però anche essere umile cronista.
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È morto a 74 anni nella sua casa di Washington. Ruggente e fazioso, raccontava storie prima che lo storytelling diventasse di moda. Sapeva però anche essere umile cronista.
La ricostruzione della «Verità» sul caso Perugia mette a nudo un sistema che condiziona pesantemente la vita pubblica e la stessa libertà di stampa, che viene invece sbandierata per perpetuare il verminaio. Occorre che si intervenga per smontarlo. E in…
L’esponente milanese di Fdi dopo la richiesta di archiviazione: «I centri di potere sono altri, si pensi al caso Qatar. Ma nessuno parla di “cricca rossa”. Io ministro mancato? Non ho rimpianti. Ricorderò lo sguardo dei miei figli quando venivo…
La Commissione ha diffuso in Francia un bignami per indottrinare il pubblico in vista delle elezioni. Persino «Le Monde» si indigna. E anche in Italia molte testate ospitano progetti finanziati dall'Unione.
Il procuratore nazionale antimafia: «Riscontrate attività di verifica nei database fino a poche settimane fa. È un nuovo scandalo Sismi».
Secondo un incredibile podcast pubblicato dall’Agenzia italiana del farmaco, la carenza sarebbe imputabile all’allarmismo mediatico. Marcello Cattani (Farmindustria): «Gli altri investono, noi no. Rendere autonoma la filiera».
Da quando sono al governo i populisti e i sovranisti, il racconto quotidiano è rimasto identico e a senso unico: Ong, migranti, retorica gay, sparate contro Donald Trump. Schizofrenia tra realtà e rappresentazione: esecutivo da una parte, egemonia dall'altra.
Nelle carte di Perugia e Firenze l’intreccio tra alcuni magistrati e giornalisti. Notizie fatte uscire per decidere il vertice della Procura di Roma e condizionare il lavoro di colleghi invisi. Il ruolo di «Corriere» e «Repubblica».
I big del gruppo hanno sfruttato meccanismi che la Procura ritiene illeciti per far avere assegni da 5.000 euro al mese. Monica Mondardini temeva intercettazioni ma diceva: «Il pm? Non farà nulla per ragioni ideologiche».
I fortunati eredi di un cognome famoso ce la mettono tutta per essere all’altezza dei genitori e talvolta riescono ad affermarsi. Ma il dubbio resta: ce l’hanno fatta per meriti propri o grazie al prezioso aiutino?
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