GIGLIO MAGICO
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Il Bullo tira a campare sparando su Giuseppi
Il Rottamatore dice che si può andare avanti anche con un altro premier e stronca la manovra: peccato che l'abbia votata pure lui. Visto che il suo partito è inchiodato al 5%, l'unico modo per non scomparire è inventarsene ogni…
Milioni all’uomo della Leopolda dati da Toto per il Giglio magico
L'avvocato Alberto Bianchi, ex presidente della fondazione del Bullo, a Ferragosto ha incontrato a Cortina il signore delle autostrade. Questi avrebbe rivelato i pagamenti a Patrizio Donnini in cambio di entrature politiche.
Lavoratori abusivi e schede telefoniche: Tiziano pesca spesso in Nigeria
La nazione africana ricorre più volte nei dossier su papà Renzi: dagli operai non in regola ai cellulari usati per gli affari delicati.
Sequestrati pc e cellulari a babbo Renzi
Neanche il tempo di incassare la condanna per false fatture, che il signor Tiziano deve fare i conti con una perquisizione in villa: le Fiamme gialle cercano prove per un'altra inchiesta sul traffico d'influenze.
Il Rottamatore attaccava il babbo di Di Maio. Ora insiste o chiede scusa?
I grandi giornali fecero titoloni sulla vicenda del genitore grillino, mentre l'ex premier puntava il dito sul rivale politico. Però sulla sentenza sfavorevole ai suoi cala il silenzio.
Il gruppo Toto finanziava Open direttamente
La controllata Renexia ha versato 25.000 euro alla fondazione di Matteo Renzi, oltre a pagare una maxi parcella - ritenuta sospetta dagli inquirenti - al presidente Alberto Bianchi. Donazioni anche da British american tobacco, Davide Serra e David Ermini.Il Bullo…
200.000 euro al comitato Sì a fondo perduto. Vacilla la difesa di Bianchi
L'avvocato, dopo aver incassato dal gruppo Toto una ricca parcella da 2 milioni, elargì 200.000 euro alla fondazione Open e altrettanti alla struttura che sosteneva la battaglia referendaria di Matteo Renzi. Questi ultimi sono stati versati a fondo perduto.Con Danilo…
Gli affari miracolosi di mister Leopolda. I 70.000 euro che diventano un milione
Controlli sulle plusvalenze di Patrizio Donnini: comprò cinque ditte per poi rivenderle a 15 volte tanto, tutte ai Toto. I quali avrebbero foraggiato pure i comitati del «Sì» al referendum.