La Francia verso l’eutanasia legale. «No» di 800.000 operatori sanitari
La Convenzione voluta da Emmanuel Macron ha votato la «dolce morte». Ma il Paese è spaccato.
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La Convenzione voluta da Emmanuel Macron ha votato la «dolce morte». Ma il Paese è spaccato.
Sconto di pena all’anestesista che ammazzò con iniezioni letali nove pazienti che chiedevano aiuto. Sconterà 15 anni perché i giudici gli hanno concesso le attenuanti: agì per «scelta ideologica». Una deriva della martellante propaganda pro eutanasia.
Il ministro è un bersaglio poiché è pericoloso per la narrativa secondo cui, per tutte, l’interruzione di gravidanza è un diritto.
Il presidente francese sta pensando di indire un referendum sulla «dolce morte», tema ideologico forte che riscuote consensi trasversali. L’ideale per darsi una veste «moderna» e non far parlare dei suoi flop.
La soppressione del feto è sempre una tragedia: non bisogna avere paura di ricordarlo.
Il pensatore tradizionalista affermava che la vita non ci appartiene, ma possiamo «conquistarla» se agiamo con stile, coraggio e presenza a noi stessi. Solo allora ne possiamo disporre, fino a terminarla. Un messaggio contro la banalizzazione della morte.
La Corte suprema britannica ha rigettato anche l’ultimo appello presentato dai genitori del bimbo di 12 anni che vive da mesi attaccato a una macchina. L’ospedale di Londra può staccare la ventilazione assistita: «È una decisione presa nel suo interesse».Marco…
Per Marco Cappato, portavoce dell’associazione Luca Coscioni, «la legge sull’eutanasia non serve più, quel testo restringerebbe le possibilità che già oggi si possono concretizzare». Ovvero il monopolio per la sua organizzazione sul suicidio assistito in Italia.
Se la usassimo davvero, finanziandola e creando le strutture che oggi mancano, il malato non affronterebbe più da solo la sua battaglia ma condividerebbe fatiche e problemi. E nessuno chiederebbe più di essere ucciso.
La scelta del suicidio assistito di «Mario», ha il significato di una sconfitta. Il marchigiano tetraplegico è il primo in Italia a farla finita con l’autosomministrazione di un farmaco, aiutato da un medico e con il supporto di un’associazione. Ma…
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