Contro l’8 marzo una festa inventata da una società che odia le donne
Lo chiamano movimento di liberazione ma lavora in realtà per la distruzione del femminile. Ribelliamoci facendo figli.
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Lo chiamano movimento di liberazione ma lavora in realtà per la distruzione del femminile. Ribelliamoci facendo figli.
La maggioranza di governo procede tetragona sulla legge mordacchia: il 30 marzo sarà in Parlamento. L'obiettivo? Impedire critiche alla retorica Lgbt. Che una coppia di autrici coraggiose smonta con intelligenza.Una giovane americana ridacchia e balla alla seconda interruzione di gravidanza.
Un conto sono i diritti civili. Ma il movimento di liberazione ha imposto una sessualità «usa e getta» in odio alla donna.
Dopo il blitz fallito per i 900.000 euro alla Casa delle donne di Roma, c'è il caso meneghino. Qui le compagne si rifiutano di pagare un affitto stracciato (3.000 euro al mese) per 700 metri in centro. Beppe Sala calerà…
A essere pericolosi sui mezzi pubblici non sarebbero i molestatori, ma i maschi «fallocrati» che tengono le gambe troppo larghe. Si chiama «manspreading» e in Russia un'attivista ha iniziato a girare in metropolitana colpendo gli uomini con la candeggina.
Le associazioni islamiche oggi nelle vie di tante città italiane contro la violenza di genere sono schierate a sostegno del teologo radicale. Al quale è appena arrivata l'ennesima accusa di stupro.
Paola Cortellesi presenta i premi per il cinema con un monologo che invita a femminilizzare il linguaggio, ma Asia Argento si infuria e sui social network scatena lo psicodramma: «Non mi hanno invitata né citata. Il cinema italiano è omertoso»
L'8 dicembre il collettivo. Non una di meno organizza nel Mantovano una serie di incontri con tanto di workshop sul «tantra non binario», la «donna clitoridea», pratiche queer e le dimensioni del pene.
Esce l'antologia che raccoglie i testi di Oriana sulla condizione delle donne. Una difesa dei diritti che non lascia spazio all'ideologia contro i maschi e la vita.
Il Me too è una lotta per il predominio mascherata da battaglia sui diritti. Doveva servire a dare voce alle più deboli, ma si è tramutata in una collezione di rivendicazioni. Un libro di Maria Elena Capitanio spiega come.
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