È crisi, Salvini vuol votare in ottobre
Il vicepremier: «Subito in Aula, la maggioranza non c'è più, le ferie non siano una scusa». Obiettivo: elezioni il 13 ottobre.
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Il vicepremier: «Subito in Aula, la maggioranza non c'è più, le ferie non siano una scusa». Obiettivo: elezioni il 13 ottobre.
I più accaniti avversari dei grillini, da Roberto Burioni a Tito Boeri, in questi giorni si sono chiusi nel silenzio per non turbare la trattativa. Persino Carlo Calenda, che aveva minacciato la scissione, è sceso a più miti consigli: «Taccio…
L'ex ministro dell'Interno: «Il Colle vuole soltanto maggioranze ampie. Ma la storia d'amore tra Lega e grillini può ricominciare».
La capigruppo si spacca in due e convoca l'Aula oggi alle 18 per decidere il calendario della sfiducia. Da una parte sinistra e grillini, dall'altra Lega-Fi-Fdi. Presidente del Consiglio atteso, con calma, il 20.Il giornale degli avvocati e i giuristi…
Il capo M5s era pronto ad acconsentire a molte richieste del Carroccio, ma è rimasto schiacciato. Adesso lui e Alessandro Di Battista attaccano: «Alleati servi del sistema, fanno vomitare. Prima delle urne tagliamo i parlamentari».Ritardi, consultazioni, incarichi esplorativi, equilibri alternativi:…
I democratici, Matteo Renzi in prima fila, strillano che l'accordo di governo con Beppe Grillo e compagni è l'unica strada per evitare l'aumento dell'Iva. Falso: si può serenamente rinviare tutto di tre mesi. Il Quirinale ne prenda atto e lasci…
Il leader della Lega tira dritto: «Ascolterò Conte ma non lascio il Viminale. Il Paese è in mano a 30 renziani, siamo pronti a scendere in piazza se c'è un esecutivo Pd-M5s. Rischiamo la svendita delle nostre aziende».
Il vicepremier incassa il voto di Forza Italia sulla sfiducia: «Siamo pronti a tutto, non scaldiamo le poltrone». La rottura in occasione del discorso di Giuseppe Conte in Senato. Fino ad allora, ogni giorno dito puntato sul papocchio.
Inutile prolungare l'agonia, visto che i giochi di palazzo stavano prendendo il sopravvento. Di questo esperimento resteranno i buoni risultati su immigrazione e povertà. E gli italiani non lo dimenticheranno.
Il Carroccio tiene aperta la porta agli ex alleati per rimettere in piedi l'esecutivo. Più che un'offerta reale è un elemento divisivo: se l'accordo salta, ci sono le urne.
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