È ora di inserire nella Costituzione le norme in difesa di chi paga le tasse
Una nuova delega fiscale: se nella Carta fosse incluso lo Statuto del contribuente, i nostri diritti non sarebbero sacrificabili all’Ue.
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Una nuova delega fiscale: se nella Carta fosse incluso lo Statuto del contribuente, i nostri diritti non sarebbero sacrificabili all’Ue.
Il ministro Dario Franceschini ha posto fine per decreto all'autorizzazione delle pellicole, ma resta un paradosso. L'articolo 21 della nostra Carta proibisce ancora pubblicazioni e spettacoli «contrari al buon costume».
Il deputato promuove la revisione dei vincoli: «Nessuno scontro con Giuli, presentiamo due proposte di legge. Problemi di costituzionalità? Semmai, aiuteremo i cittadini».
Basta prendere il programma del Pds di Occhetto del 1994 per svelare l’ipocrisia dei rossi. Contro Berlusconi gli eredi del Pci proponevano l’autonomia regionale e la revisione dei poteri dello Stato. Oggi che li vuole la Meloni parlano di autoritarismo.
Il limite è a tutela dell’elettorato passivo e in ogni caso va modificata la legge nazionale.
Parte la campagna stampa per fermare la riforma della Carta. L’architettura istituzionale torna a essere «perfetta e intoccabile» e il pericolo è di nuovo l’autoritarismo. Il Terzo polo però lancia segnali d’intesa.
Il segretario dem agita lo spauracchio di una destra che può cambiare la Carta. Il Pd teme il presidenzialismo perché ama poter condizionare esecutivi deboli.
L'ex ministro Giulio Tremonti immortala le tappe della sottomissione dell'Italia: un golpe senz'armi, ma a colpi di spread e «riforme».
Chi mostra la Carta ignora che dovrebbe rappresentare tutto il popolo. E non appartiene a una casta superiore.
Snobbare le elezioni locali è un errore. Amministrare un Comune non è pura «tecnica».
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