Gianangelo Bof: «Soprintendenze, la Lega non molla»
Il deputato promuove la revisione dei vincoli: «Nessuno scontro con Giuli, presentiamo due proposte di legge. Problemi di costituzionalità? Semmai, aiuteremo i cittadini».
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Il deputato promuove la revisione dei vincoli: «Nessuno scontro con Giuli, presentiamo due proposte di legge. Problemi di costituzionalità? Semmai, aiuteremo i cittadini».
Basta prendere il programma del Pds di Occhetto del 1994 per svelare l’ipocrisia dei rossi. Contro Berlusconi gli eredi del Pci proponevano l’autonomia regionale e la revisione dei poteri dello Stato. Oggi che li vuole la Meloni parlano di autoritarismo.
Il limite è a tutela dell’elettorato passivo e in ogni caso va modificata la legge nazionale.
Parte la campagna stampa per fermare la riforma della Carta. L’architettura istituzionale torna a essere «perfetta e intoccabile» e il pericolo è di nuovo l’autoritarismo. Il Terzo polo però lancia segnali d’intesa.
Il segretario dem agita lo spauracchio di una destra che può cambiare la Carta. Il Pd teme il presidenzialismo perché ama poter condizionare esecutivi deboli.
L'ex ministro Giulio Tremonti immortala le tappe della sottomissione dell'Italia: un golpe senz'armi, ma a colpi di spread e «riforme».
Chi mostra la Carta ignora che dovrebbe rappresentare tutto il popolo. E non appartiene a una casta superiore.
Snobbare le elezioni locali è un errore. Amministrare un Comune non è pura «tecnica».
Dopo lo sfregio all’unità della nazione, il premier celebra i 45 anni della Carta con uno spot che esalta la fluidità di genere, le unioni gay e le riforme ecologiste.
La riforma è stata attuata senza visione costituzionale: i collegi sono stati ampliati e le commissioni non sono state ridotte.
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