CORONAVIRUS CHE FARE
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Prepariamoci: niente tornerà come prima
Quando la quotidianità si sviluppa troppo in fretta e la politica si fa trovare impreparata si entra in crisi. Dopo che l'infezione sarà finita, bisognerà cogliere l'occasione e ripensare tutto: dal lavoro ai rapporti globali. Sarà impossibile restaurare la «normalità».
Regioni, imprese, lavoratori. Giuseppi ha spaccato l’Italia
Siamo sicuri che la fabbricazione di macchine per l'agricoltura e la silvicoltura sia un'attività necessaria che non si può sospendere nemmeno in caso di pandemia, perché un contadino può sempre aver bisogno di comprare un nuovo trattore? E siamo certi…
Il decreto pasticciato di Giuseppi scontenta tutti e aumenta il caos
Il blocco delle attività non essenziali crea disorientamento, con bozze ed elenchi che si susseguono. Per Confindustria le aziende costrette allo stop sono troppe, per le sigle sindacali sono troppo poche.
Fontana sfida Conte: «Le mie ordinanze prevalenti sui Dpcm». E scrive al Viminale
Il governatore lombardo chiede a Luciana Lamorgese di dirimere il dubbio legale. I giuristi: «Palazzo Chigi improvvisa troppo».Ok dell'Enav al monitoraggio dai cieli con i droni mentre il governo sonda il terreno per le app.
Niente coperture per il nuovo stop che costerà alle aziende 300 miliardi
La misura d'emergenza non contiene alcuna previsione di danni al Pil. Con le giuste garanzie, la liquidità nelle casse di chi produce potrebbe subito andare ai fornitori. Ed evitare così una crisi drammatica.
A dicembre il morbo era già a Bergamo. Però Pechino ancora faceva finta di nulla
Sotto Natale, picco di patologie respiratorie in Val Seriana Le industrie lombarde avevano continui contatti con la Cina.
Di chiusura totale non c’è traccia e i sindacati annunciano battaglia
Nel testo del decreto, diffuso solo ieri sera, i «servizi essenziali» sono infiniti. Per Cgil, Cisl e Uil «sarà sciopero». Vietato lasciare il Comune di residenza.
«Si son fatti fregare 6 milioni di mascherine»
L'ex deputato Enzo Raisi: «Avevo trovato un'impresa spagnola per la Protezione civile, che poi però ha tentennato».
L’ospedale dall’Italia al Lussembrugo. Il premier Bettel smentisce la Difesa
Lo Stato Maggiore nega il trasferimento di attrezzature mediche al Granducato. Il primo ministro però celebra l'importanza dell'opera da ben 200 posti letto. E li mette subito a disposizione della... Francia.