Zaki va da Fazio ma non dice nulla
Dopo aver attaccato con violenza lo Stato ebraico sui social, l’attivista egiziano evita altre fesserie e parla a vuoto nell’intervista a «Che tempo che fa». Resta lo spot al libro.
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Dopo aver attaccato con violenza lo Stato ebraico sui social, l’attivista egiziano evita altre fesserie e parla a vuoto nell’intervista a «Che tempo che fa». Resta lo spot al libro.
Francesco in diretta in prima serata si allinea al politicamente corretto e ai luoghi comuni. «L’Ue trovi un accordo in Libia».
Il conduttore di «Che tempo che fa» intervista Roberto Speranza: nessuna domanda sul caso Oms, solo invettive, assieme a Roberto Burioni, contro i non vaccinati. Pure i più piccoli, rei di «mettere in pericolo i compagni di classe».
Il conduttore fa la vittima in un'intervista con il Fatto Quotidiano, poiché la rete ha disposto dei tagli per superare la crisi del Covid-19, e manda messaggi alla tv di Stato: «Se non mi vogliono, lo dicano».
A Viale Mazzini vigono regole severissime per evitare i contagi, su tutti quella di abolire le presenze esterne. Mara Venier e Giancarlo Magalli si adeguano, ma il reuccio di «Che tempo che fa» le ha pretese. Così Roberto Burioni può…
L'ex speaker dei Comuni punta ai salotti tv dietro lauti compensi. Ma l'ospitata in Rai, al grido «Ordeer!», non è piaciuta in patria.
Annuncia il taglio di tre lunedì del suo programma ma tace che è per dare spazio ai dibattiti post elettorali. La sinistra si scatena.
Il presidente transalpino tiene un comizio sulla rete ammiraglia di viale Mazzini. E annuncia l'incontro con Sergio Mattarella il 2 maggio per avere più Europa. Nessuna domanda ma solo assist contro i gialloblù e l'Italia.
L'ultima trovata è Capitan Europa, copia sbiadita e ridicola di Capitan America che dal pubblico incassa quasi solo sberleffi. Gli eurocrati ci trattano come minorati: mandano camioncini elettorali nelle piazze ma guai a parlare di Brexit o austerità.Stasera a Che…
Le sue interviste sono senza mordente, mai incalzanti per non disturbare il manovratore di turno, ovviamente di sinistra, da Massimo D'Alema a Paolo Gentiloni. Per essere così accomodante incassa dalla Rai oltre 8 milioni l'anno. Bruno Vespa l'ha definito «paraculo».
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