Dalla Bonino a Ciampi: l’europeismo va bene solo per i funerali
Le commemorazioni di Bonino e Ciampi (il papà della tassa che, sciaguratamente, ci portò nell’euro) traboccano di una retorica alla quale i cittadini non abboccano più.
Le commemorazioni di Bonino e Ciampi (il papà della tassa che, sciaguratamente, ci portò nell’euro) traboccano di una retorica alla quale i cittadini non abboccano più.
Quando gli fu affidato il Nuovo Banco Ambrosiano, qualcuno si chiese: «Chi è costui?». La Provvidenza stava già lavorando, offrendogli la «pietra» su cui ha edificato la sua chiesa, Intesa Sanpaolo. E da cui continua a bisbigliare ai santi in…
Il primo articolo della Costituzione è molto chiaro, eppure il capo dello Stato afferma come se niente fosse che le elezioni consacreranno il potere europeo. Presto ci diranno di lasciar fare direttamente a un algoritmo.
Tutti i precedenti del giurista che ora fa il tifo per la privatizzazione dei nostri gioielli.
Sui balneari si mira ad allargare, soprattutto al Sud, i tratti di costa per gli stabilimenti. Stamattina sit-in ambulanti: aspettano la conferma della proroga delle licenze al 2032.
Pur di non restituire sovranità agli italiani, i progressisti rimpiangono i senatori a vita (Giovanni Maria Flick ne parla come fossero il David o il Colosseo) e i presidenti del Consiglio non politici, spacciati per salvatori della patria. Anche se…
Lo dico subito, così sgombero il campo dagli equivoci: invece del premierato avrei preferito la riforma presidenziale, perché se c’è un ruolo che oggi nel nostro Paese ha bisogno di essere ridefinito è quello del capo dello Stato, che da…
Tra i brani più noti del Risorgimento, il «Canto degli italiani» ha dovuto aspettare il 1946 per diventare inno ufficiale. E addirittura il 2017 per l’approvazione definitiva.
Chi parla di deriva autocratica ignora i voltagabbana e l’instabilità delle legislature. L’elezione diretta del premier è utile e ci avrebbe risparmiato D’Alema, Monti e Letta.
La vittoria nella Grande guerra viene oggi celebrata con una festa «mobile» e con timidezza politica, a causa di anni di retorica anti nazionale. È il momento di cambiare le cose.
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