Campi Flegrei, la protesta degli sfollati del terremoto
A Napoli la protesta delle famiglie ancora fuori casa per l’inagibilità degli immobili. Consegnata a Mattarella una lettera-appello: «Presidente, Pozzuoli esiste ancora».
A Napoli la protesta delle famiglie ancora fuori casa per l’inagibilità degli immobili. Consegnata a Mattarella una lettera-appello: «Presidente, Pozzuoli esiste ancora».
Gli attivisti di «Pozzuoli esiste ancora» chiedono interventi concreti per sfollati, famiglie, lavoratori e attività economiche.
Dopo la scossa di magnitudo 4,7 con epicentro alla Solfatara emergono i primi danni. Lesioni agli edifici in corso Nicola Terracciano e profonde crepe nell'area portuale, chiusa almeno fino a domani.
Il ministro Musumeci ha firmato lo stato di mobilitazione nazionale dopo il violento sisma del 13 marzo. Cinque secoli fa il supervulcano campano eruttò per una settimana intera, cambiando per sempre la geografia della zona circostante.
Il ministro: «Non accuso gli abitanti dei Campi Flegrei, anch’io vivo ai piedi dell’Etna. Ma molte autorizzazioni non andavano date. E i sindaci devono informare sui pericoli».
Ieri mattina una nuova scossa di magnitudo 3,6. Dal vertice interministeriale a Palazzo Chigi l'annuncio dei fondi e delle misure di sicurezza per gli edifici e gli abitanti della zona a rischio, dove la tensione rimane alta.
Ieri mattina l’evento bradisismico: treni in tilt, scuole chiuse a Pozzuoli. Alcuni esperti precisano: «Non è segno di un’eruzione imminente». Ma un tecnico aveva allertato la prefettura dieci giorni fa. Fi accusa: «Manca il piano di evacuazione aggiornato».
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