L’indagine calabrese spiazza Giuseppi. La caccia ai responsabili si complica
I grillini pongono il veto sui centristi in maggioranza: «Non è più possibile trattare».
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I grillini pongono il veto sui centristi in maggioranza: «Non è più possibile trattare».
La faida tra grillini e Pd ha fatto saltare anche il medico Narciso Mostarda, spinto da Roberto Gualtieri e Roberto Speranza, e Luigi Varratta, prefetto a Reggio e sostenuto dal M5s. Ora il premier punta sull'attuale coordinatore del Cts come…
Nella Regione in preda al caos e alla ricerca di un commissario esiste tuttora un dipartimento della Salute diretto da Francesco Bevere. Da dg dell'Agenas fu licenziato bruscamente dall'attuale ministro dopo aver segnalato lo spreco di risorse pubbliche negli enti…
L'imprenditore Santo Versace: «Se Roma facesse il suo dovere, cioè portare legalità, sicurezza e lavoro, saremmo la prima regione d'Italia. Bisogna mandare subito l'esercito nelle strade e la Guardia di finanza a controllare la sanità».
Ai domiciliari l'esponente di Forza Italia: è accusato di associazione esterna e voto di scambio con la cosca Grande Aracri, attiva anche al Nord. Il business dei medicinali nel territorio messo in ginocchio dal Covid.
Archiviata la penosa vicenda di Eugenio Gaudio, l'esecutivo Pd-M5s ha identificato in Federico D'Andrea l'uomo giusto: una vita in Gdf e origini locali. Manca l'ufficialità, intanto Gino Strada vuole collaborare.
Diciamolo: questa storia del commissario alla Sanità calabrese è meglio di un film, perché come nelle migliori telenovelas ogni giorno ci riserva un colpo di scena. Se non ci fossero di mezzo morti, malati e tanta paura, certo ci sarebbe…
Giuseppe Zuccatelli si è dimesso. Il suo posto di commissario alla sanità va all'ex rettore della Sapienza, Eugenio Gaudio, accusato di turbativa d'asta. Il governo vuol vendersi in tandem Gino Strada, con una non precisata «delega speciale». Ma lui frena:…
Dopo Saverio Cotticelli e Giuseppe Zuccatelli, si pensa al medico militante Gino Strada come commissario.
Dopo la figuraccia di Saverio Cotticelli a «Titolo V», il premier si libera del suo uomo, incapace di preparare un piano anti Covid. Ma questa volta l'operazione scaricabarile crea un polverone. E arrivano critiche pure da sinistra.
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