Nei piccoli Comuni è un’altra storia. Dem ko in Emilia-Romagna e Veneto
Le liti interne al partito hanno determinato la caduta di diverse roccaforti progressiste.
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Le liti interne al partito hanno determinato la caduta di diverse roccaforti progressiste.
Il presidente dell’Emilia Romagna attacca Giorgia Meloni. Ma dimentica che dove la ricostruzione tocca a lui (con pieni poteri) i fondi sono fermi da anni. E a Nonantola pure il sindaco (di sinistra) protesta.
Anche ieri stato di allerta in Emilia Romagna, scattano le evacuazioni. La Procura di Ravenna ha aperto sette inchieste. Distrutto il patrimonio artistico. E Stefano Bonaccini lascia il cerino in mano alla Protezione civile.
La Regione è seconda per numero di decessi dopo la Lombardia. Gli operatori: «Ci obbligavano a togliere le mascherine». Ma i dirigenti attaccano i lavoratori.
Il governatore uscente, candidato per i democratici alle elezioni del 26 gennaio, ricama molto (anzi troppo) sui numeri di turismo, occupazione ed economia. Ma il «fact checking» è impietoso: non ne dice una giusta.
«Il Pd si oppone con forza all’autonomia differenziata che indebolisce la coesione sociale, impoverisce le aree interne e il Sud nel campo della sanità, della scuola, dell’occupazione e delle politiche energetiche. In una parola: spacca l’Italia».
Stefano Bonaccini ha mutato stile politico come tempo fa si rifece il look. L’obiettivo è non scomparire.
Almeno 13 i morti, con oltre 13.000 sfollati e 34.000 persone senza elettricità. La ferrovia tra Bologna e Rimini resterà chiusa fino al 21, ma l’A14 è tornata percorribile. Il Ministro Gilberto Pichetto Fratin: «Chiederemo aiuti all’Europa».
Il governatore dell'Emilia fa uso politico dei dispositivi. Intende distribuirli tramite le parti sociali, che per lui vuol dire Cgil. Tre milioni di pezzi ai Comuni e ai sindacati.
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