Mascherine pagate senza certificazioni. Benotti inguaia Arcuri
Il mediatore d'oro sconfessa l'ex commissario sui contratti con i produttori cinesi. Poi attacca la Finanza e «La Verità».
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Il mediatore d'oro sconfessa l'ex commissario sui contratti con i produttori cinesi. Poi attacca la Finanza e «La Verità».
Il verbale d'interrogatorio del gip al mediatore d'oro: «I 12 milioni di provvigioni? Un regalo del mio socio. Dal commissariato chiesero anche dei guanti, ma i loro calcoli prevedevano uomini con una mano sola»
La clamorosa ordinanza di revoca della misura cautelare per il mediatore d'oro. Col siluramento di Mr Invitalia, cessano le esigenze cautelari per i broker sotto inchiesta per le maxi provvigioni dalla Cina.
È l'imprenditore arrestato per le mascherine senza licenza. L'affare con la cannabis e le riunioni con Massimo D'Alema e Luigi Bisignani.
Per il mediatore cessarono quando, partiti i voli dei Dpi, «Mimmo» seppe dell'indagine degli 007. Per i pm quando scoprì le provvigioni. Che però aveva detto di non conoscere.
Il verbale del magistrato della Corte dei conti, Mauro Bonaretti: «Il giornalista per noi era inaffidabile» Ma Mr Invitalia difese il broker sul prezzo delle protezioni anche dopo gli articoli sulle maxi provvigioni
L'Agenzia di sviluppo è pronta a investire 41 milioni di euro per entrare nel business dello studio degli anticorpi monoclonali. La società prescelta è controllata da una fondazione presieduta da un ex finanziatore renziano in affari col giornalista indagato.
Indagini a una svolta, nuovi avvisi di garanzia in arrivo: fari della magistratura puntati sulle maxi commissioni da oltre 70 milioni e sulla qualità dei dispositivi di protezione importati dalla Cina. Coinvolti pubblici ufficiali.
Nel provvedimento di sequestro dei beni dei mediatori d'oro, il pm punta le «entrature» con Mr Invitalia. Il «comitato d'affari» si sarebbe mosso in maniera spregiudicata grazie al rapporto col vertice della struttura.
Gli ultimi provvedimenti evocano l'ipotesi tangenti. In due intercettazioni si parla di «accordi spartitori». Dopo la firma dei contratti, le comunicazioni tra Domenico Arcuri e Mario Benotti si interrompono improvvisamente.
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