La nobile Europa ha un vizio secolare: innamorarsi di armi e conflitti
A Wall Street e nelle borse Ue volano gli indici dell’industria bellica. Un’immagine delle tensioni dell’uomo, tra vita e morte.
A Wall Street e nelle borse Ue volano gli indici dell’industria bellica. Un’immagine delle tensioni dell’uomo, tra vita e morte.
Incontro di disgelo tra Raisi e Sharif, che vanta una potenza nucleare. Allarme dell’Aiea: «L’arma è sempre più vicina».
Il filosofo Massimo Borghesi: «Non vedo statisti per evitare la terza (e ultima) strage globale. L’atomica è stata sdoganata. Macron? Irresponsabile».
Lo zar avvisa: «Possiamo colpirvi». Gli Usa: «Nato in campo se Kiev cade». Mosca lancia un amo: «Negoziamo in Tuchia».
Su «Time» lo sconforto del presidente: «Impossibile dirgli che Kiev sta perdendo». Ma ora lo ammette pure il capo dell’esercito. Mosca accusa Giorgia Meloni dopo lo scherzo telefonico: «Glorifica i fascisti ucraini». I comici la elogiano: «Una donna piena di…
Ebreo più ateo che non praticante, il padre dell’atomica era un appassionato di religioni orientali, che privilegiano il fato sulla volontà umana. Ma, dopo Hiroshima e Nagasaki, riprese in mano la Bibbia e tornò alla predicazione evangelica di Gesù.
La nuova reginetta a stelle e strisce, Grace Stanke, è l’anti Greta: gira gli Stati Uniti chiedendo di rivalutare un’energia «pulita e sicura». Si fa fotografare davanti alle centrali. E manda in corto circuito i dogmi dem.
l 6 agosto 1945 il B-29 americano Enola Gay sganciava su Hiroshima l'ordigno atomico «Little Boy», causando la morte di circa 140.000 persone. Una seconda bomba, «Fat Man», colpì Nagasaki il 9 agosto, uccidendo altri 70.000 residenti. Oggi sono 3.912…
«Mad Vlad» arringa la Duma annunciando il passaggio a un’economia di guerra: «Vogliono eliminarci, ora niente ispezioni ai nostri arsenali strategici». Poi rinfaccia all’Italia il sostegno durante la pandemia.
Lo storico Giulio Sapelli: «L’Iran arriverà alla bomba. La Cina economicamente è fragile, ma militarmente fa paura Col declino Usa arriva l’ora delle medie potenze, come la Turchia. E l’Italia, che adesso in Africa dà le carte».
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