Le trasmissioni radiofoniche «dimenticate» in cui De Felice spiegava l’Europa
Nel 1960, lo storico reatino partecipò al alcune conversazioni radiofoniche sul Terzo Programma della Rai a proposito della idea di Europa in relazione all’unità d’Italia.
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Nel 1960, lo storico reatino partecipò al alcune conversazioni radiofoniche sul Terzo Programma della Rai a proposito della idea di Europa in relazione all’unità d’Italia.
Tra i fondatori del nazionalismo italiano, lo studioso fu uno dei più originali (e controversi) studiosi della Divina Commedia, al cui interno credette di vedere un linguaggio segreto.
Nel 2020, il re dei diktat annunciò un «accordo» con le piattaforme: «Rinvieranno alla pagina del ministero». Ora si scopre che non fu firmata alcuna intesa, ma il social aveva garantito alle autorità la sua collaborazione.
Una studiosa all’ateneo della Tuscia: «Chi ha origini africane resta fuori dai teatri perché non c’è ancora la legge sullo ius soli».
Le storie del più conosciuto personaggio nato dalla fantasia di Hugo Pratt accompagnano il lettore in mete esotiche sparse per il mondo. Non mancano marinai, gabbiani, tramonti e, ovviamente, le gesta eroiche.
Il trasferimento di materie e funzioni non giustifica fughe in avanti e non è un punto di non ritorno. Solo una lettura superficiale fa prevalere i Trattati sulla nostra Carta.
Per il Censis aumentano i cittadini in difficoltà economica Ma guai a dare colpe all’Ue: il problema è solo il sovranismo.
Il professor Brands della John Hopkins fa a pezzi la narrazione a stelle e strisce che divide il mondo in buoni e cattivi. L’Occidente «vive il tempo dell’amoralità» e adotta «disgustosi mezzi per i suoi pregevoli fini». Alleandosi col diavolo…
I giovani vengono trattati come se fossero sempre traumatizzati. Così non tollerano più rifiuti e rivendicano tutto con prepotenza.
Alla base dell’orrore non c’è una pulsione sessuale ma il disprezzo per un’etnia, la nostra, da mortificare con la violenza di gruppo. Le anime belle ci accusano di essere incapaci di integrazione: è vero, quelli che dovremmo accogliere è meglio…
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