Ha fatto notizia l’iniziativa dello chef e pizzaiolo napoletano Ciro Di Maio della pizzeria San Ciro Cucina e Pizza Madre di Brescia contro gli sprechi d’acqua. Anche perché si parla di beneficenza che non riguarda l’uomo, ma il suo migliore amico: il cane. Un giorno chef Ciro ha pensato che si poteva fare qualcosa con l’acqua minerale che restava non consumata a tavola nelle bottiglie dei clienti, acqua potabile e pulita che però per legge va gettata perché non è riutilizzabile in ristorante. Ciro ha preso carta e penna e ha conteggiato che circa 35 litri a settimana di acqua minerale andavano buttati: ben 150 al mese. E ha deciso di fare qualcosa. Così il pizzaiolo, che già ha dato vita a belle iniziative sociali come insegnare alle persone detenute in carcere a diventare pizzaioli, si è recato al Canile Rifugio di Brescia, che si trova a poche centinaia di metri dal suo ristorante pizzeria, e che è gestito dall’associazione Sos Randagi di cui è presidente Ann Christine Terenghi, autrice peraltro del libro Solo un cane, dedicato a storie di cani in canile. Con lei si è accordato per portare l’acqua in bottiglia non bevuta dai clienti, raccolta in taniche da cinque litri, ai pelosi a quattro zampe senza, purtroppo, un padrone e una casa propri. Un atto molto utile e bello, soprattutto nel periodo della calura estiva in cui chiunque beve di più, animali compresi. Ma pochi pensano agli animali, condizionati come si è da un’esistenza sempre più artificiale che troppo spesso dimentica la natura e tutti i suoi inquilini non umani, oltre che il legame dell’uomo con la prima e con gli ultimi.
Testimonial dell’iniziativa è stato eletto Idro, cagnolone bianco e sordo ospite del ricovero e in cerca di adozione che è stato il primo a bere l’acqua recuperata e donata: «Un nome che non poteva essere più azzeccato, come testimonial di questa iniziativa», dichiara chef Di Maio. «Per me è davvero un sollievo non sprecare più il nostro oro blu, l’acqua che sarà sempre più un bene prezioso per l’umanità. Sto anche educando i miei clienti al suo consumo, e spero che questo gesto simbolico venga imitato anche da altri miei colleghi ristoratori. Mi piacerebbe che si creasse una rete di chef che salvano l’acqua. Sarebbe bello che qualche guida, penso ad esempio alla guida Michelin, iniziasse a valutare anche chi si impegna in iniziative green di questo genere, che vanno a chiudere la filiera alimentare valorizzando davvero ogni ingrediente che portiamo in tavola. L’acqua è uno di questi, forse il più importante dato che compone tutti i cibi». Già, anche quelli animali. Spiega Guido Pellarini, veterinario e direttore sanitario del canile (che è anche gattile) di Brescia: «I nostri ospiti hanno bisogno prima di tutto di cibo e tanta acqua, soprattutto ora che il caldo aumenta la sete. Speriamo che questo bel gesto di Ciro serva a far riflettere chi ne spreca molta e anche chi decide di lasciare il proprio fedele amico a quattro zampe in canile, con le motivazioni più banali, le vacanze in primis. Ricordiamo che abbandonare un cane in strada è un reato penalmente perseguibile, ma rinunciare portandolo direttamente in canile per futili motivi è altrettanto incivile. Per noi è importante la cura degli animali. Molti arrivano qui in stati davvero preoccupanti. Per questo abbiamo bisogno della solidarietà di tutti».
Come spiega il ministero della Salute, «la relazione tra acqua e vita, avvertita dall’uomo sin dai primordi della civiltà, si è sempre più sostanziata nei secoli attraverso l’approfondimento delle conoscenze sul ruolo dell’acqua nei sistemi biologici e nell’organismo umano». Non pensiamo solo all’acqua del mare, del lago e della piscina nelle quali rinfrescarsi edonisticamente in questi ultimi giorni agostani di calura; pensiamo anche all’essenzialità dell’acqua per la vita umana, ma anche animale e vegetale. Basterà osservare anche solo una pianta di appartamento per capire il rapporto tra piante e acqua; basterà osservare anche solo in città per vedere api, uccelli e animali randagi, dal topo al gatto, che si abbeverano ai bordi di un bacino di acqua, anche urbano appunto, come una piscina, una fontana, perfino una pozzanghera.
Si registra una sempre diffusa sensibilità nei negozianti che fuori dal proprio negozio pongono una ciotola d’acqua per i cani che passano, acqua che però andrebbe cambiata più spesso possibile per non diventare strumento di contaminazione da parte di fattori ambientali esterni o di comuni malattie trasmissibili tra cani come il Papilloma orale.
Se possedete un cane o un gatto lo saprete certo già, ma vi raccomandiamo di dar loro sempre acqua fresca, in casa, e fuori casa girare con una ciotolina pieghevole per far bere spesso i vostri amici quadrupedi che, respirando molto più vicino al suolo accaldato, percepiscono più calore rispetto a noi (anche tramite i cuscinetti delle zampe che calpestano un terreno arroventato).
Ma perché l’acqua è così importante? In funzione delle sue peculiari proprietà chimico-fisiche, l’acqua è coinvolta in quasi tutte le funzioni del corpo umano. Essa agisce nell’organismo come solvente di composti inorganici e organici, favorisce la dissociazione degli elettroliti, funziona da liquido termostatico con capacità termoregolatrici, consente lo svolgimento delle trasformazioni metaboliche, costituisce il reagente di innumerevoli trasformazioni del chimismo cellulare, come reazioni enzimatiche e ossidazione biologica. L’acqua, pensate, è il principale costituente del corpo umano e rappresenta circa il 60% del peso corporeo nei maschi adulti, dal 50 al 55% nelle femmine (che possiedono maggiore percentuale di grasso corporeo rispetto ai maschi), e fino al 75% in un neonato. Il contenuto di acqua corporea totale, il processo di idratazione intracellulare ed extracellulare e l’equilibrio tra ingresso e uscita di acqua nell’organismo sono sotto controllo omeostatico e si esercitano con meccanismi che regolano prevalentemente l’escrezione e, secondariamente, stimolano l’assunzione mediante la sensazione di sete. Meccanismi di feedback che agiscono principalmente sul rene sono anche in grado, seppur limitatamente, di regolare la tonicità dei fluidi corporei intracellulari.
L’European food safety authority (Efsa), cioè l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha accertato un rapporto di causa ed effetto tra l’assunzione giornaliera d’acqua e il mantenimento delle normali funzioni fisiche e cognitive. Attenzione, anche cognitive. Nanni Moretti diceva che chi parla male pensa male, ma non è sempre vero: è invece vero che chi beve poco pensa male. Una perdita d’acqua corporea pari a circa l’1%, acqua che perdiamo tramite sudorazione, respirazione ed escrezione di urine e feci, è normalmente compensata entro 24 ore. L’assenza di tale compensazione e l’ulteriore aumento della perdita d’acqua corporea compromettono le funzioni fisiche e cognitive. Inoltre, l’acqua riveste un ruolo particolarmente importante nella termoregolazione. L’aumento della temperatura corporea è conseguenza della riduzione della sudorazione e del flusso ematico cutaneo indotta dalla disidratazione. Secondo l’Efsa, l’effetto del mantenimento delle normali funzioni fisiologiche e cognitive si ottiene con l’assunzione giornaliera di almeno due litri di acqua sotto qualunque forma. Il che vuol dire che dobbiamo anche tenere in considerazione l’acqua assunta mangiando. Se amiamo contorni di etti ed etti di insalata, berremo un pelo meno di chi accompagna il secondo con due fette di zucchine essiccate (essiccato vuol dire disidratato), e viceversa.
La quantità di acqua da bere è variabile secondo gli individui: dipende innanzitutto da quanta acqua si assume bevendo e mangiando, poi dal proprio metabolismo, dalla propria temperatura basale, dall’ambiente di vita, anche temporaneo. Se stiamo in vacanza sulla cima della montagna o su una spiaggia africana avremo dispersione idrica e sete differenti. Ricordiamoci poi che bambini e anziani sono più soggetti a disidratazione anche perché hanno una percezione ridotta della sensazione di sete e del naturale stimolo a bere. A maggior ragione per loro, ma la regola vale per tutti, meglio anticipare lo stimolo naturale a bere che scatta quando percepiamo la sete e bere regolarmente anche se non sentiamo sete. Un bicchiere d’acqua da 200 ml ogni paio d’ore di veglia, considerato che stiamo svegli circa 16 ore al giorno, è perfetto per mantenere costantemente bilanciato l’equilibrio idrico e prevenire rischi di disidratazione che, causata da un’assunzione di liquidi inferiori alla perdita di acqua, ha effetti anche seri sull’attività e sulle prestazioni fisiche dell’organismo. Nelle forme più lievi è influenzata la termoregolazione ed è manifesta la sensazione di sete; con il prolungarsi del fenomeno si manifestano crampi, apatia, astenia, maggiore irritabilità. Forme più gravi inducono malessere generale e anche allucinazioni, fino a rischio di insorgenza del colpo di calore ed effetti letali. Lo stato persistente della disidratazione è associato a un significativo incremento di rischio di molte patologie, anche gravi, in primo luogo a carico del rene.
Ecco i valori di riferimento Efsa dell’acqua da assumere giornalmente sia mediante consumo diretto che attraverso alimenti e bevande di ogni genere: neonati sino a 6 mesi di vita, 100 mL/kg al giorno; bambini tra 6 mesi e un anno di età, 800-1.000 mL/giorno; tra 1 e 3 anni di vita, 1.100-1.300 mL/giorno; tra i 4 e gli 8 anni di età, 1.600 mL/giorno; tra 9 e 13 anni, 2.100 mL/giorno per i bambini e 1.900 mL/giorno per le bambine; per adolescenti, adulti e anziani, se femmine 2 L/giorno, se maschi 2,5 L/giorno.
In condizioni di climi caldi e di attività fisiche intense, o altre condizioni che inducono disidratazione (per esempio stress e disturbi gastroenterici che determinano vomito e diarrea, come per la diarrea del lattante), i livelli di acqua da assumere possono variare sensibilmente: si può addirittura giungere a più del doppio dei valori indicati.
Per quanto riguarda il cane e il gatto, invece, la quantità di acqua necessaria dipende da età, taglia, livello di attività e alimentazione. In genere un cane dovrebbe bere tra 20 e 70 ml di acqua e il gatto tra 60 e 80 ml per chilo di peso al giorno.
Nel momento in cui scriviamo, il cagnolone Idro è ancora in cerca di adozione. Fateci un regalo e adottatelo. Potete anche consultare il sito www.canilerifugiobrescia.it per lui e per tutti gli altri cani e gatti in cerca di un’amorevole casa.
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