Multe alle auto, approvata la deroga
La seduta del Consiglio Ue (Alexandros Michailidis)
Ok definitivo del Consiglio Ue: le emissioni saranno calcolate su tre anni anziché uno. Semaforo verde anche sull’esenzione dalla carbon tax per i piccoli importatori.

Le case automobilistiche, in particolare Volkswagen e Bmw, possono tirare un sospiro di sollievo. Il Consiglio Ue ha approvato definitivamente la modifica al regolamento sulle norme relative alle emissioni di CO2 per le autovetture e i furgoni nuovi, che mira a garantire all’industria automobilistica la flessibilità necessaria per raggiungere i propri obiettivi di emissione per il 2025. I rappresentanti dei 27 Paesi membri Ue hanno votato a favore quasi all’unanimità e con le uniche eccezioni del ministro belga e di quello svedese, che hanno preferito astenersi.

Si tratta dell’ultima fase della procedura decisionale (la modifica era stata già approvata dalla Commissione e dal Parlamento) e ora manca solo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Dopo venti giorni il regolamento entrerà in vigore. Il rispetto degli obiettivi di emissione specifici delle case automobilistiche per il triennio 2025-2027 sarà valutato sulla base della media delle prestazioni di ciascun costruttore in questi tre anni, anziché su base annuale.

Ciò eviterà alle case automobilistiche che non hanno rispettato il target 2025 di incorrere nella multa. La misura, che l’Unrae, l’associazione dei costruttori europei chiedeva da tempo, «è arrivata però tardivamente, visto che i budget delle aziende sono stati definiti tra fine 2024 e inizio 2025», si legge in una nota. «Questa misura non risulta neppure risolutiva, poiché, secondo i principi contabili internazionali, i costruttori potrebbero comunque dover effettuare accantonamenti a bilancio se, non avendo raggiunto gli obiettivi nelle singole annualità, non hanno ragionevole certezza di poterli superare in quelle successive: ne conseguirebbe quindi un impatto sui loro conti economici, pur senza esborso diretto». I costruttori ora attendono che si chiarisca la situazione dei dazi Usa.

Il Consiglio Ue ieri ha anche definito la sua posizione negoziale su una delle proposte del cosiddetto pacchetto legislativo «Omnibus I» che semplifica e rafforza il meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera (Cbam) dell’Unione. L’acronimo Cbam sta per «Carbon Border Adjustment Mechanism». Il meccanismo sarà pienamente operativo nel 2026 e servirà a contrastare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, garantendo che le importazioni di merci a forte intensità di carbonio da paesi extra-Ue siano soggette a un costo ambientale equivalente a quello sostenuto dai produttori europei. L’obiettivo è semplificare e migliorare la conformità in termini di costi al regolamento Cbam «senza comprometterne gli obiettivi climatici, poiché circa il 99% delle emissioni di Co2 legate per lo più alle importazioni di ferro, acciaio, alluminio, cemento e fertilizzanti, continuerà a essere coperto dalle regole. L’obiettivo generale è ridurre gli oneri normativi e amministrativi, nonché i costi di conformità per le industrie dell’Ue, in particolare le piccole e medie imprese». La Commissione propone, come principale semplificazione delle norme, un’esenzione «de minimis» più ampia dagli obblighi Cbam, esentando gli importatori che non superano una soglia unica basata sulla massa, fissata a 50 tonnellate di merci importate per importatore all’anno. Inoltre, la proposta contiene diverse semplificazioni: in particolare la procedura di autorizzazione, i processi di raccolta dati, il calcolo delle emissioni incorporate, le norme di verifica delle emissioni. Nei prossimi giorni saranno avviati i negoziati con il Parlamento europeo sul fascicolo.

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