La missione del Copasir negli Usa avvicina Roma al club dei Five eyes
Il presidente Adolfo Urso: «Il nostro ruolo viene riconosciuto. Il vero avversario resta la Cina».
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Il presidente Adolfo Urso: «Il nostro ruolo viene riconosciuto. Il vero avversario resta la Cina».
Al Forum di San Pietroburgo lo zar sfida l’Occidente: «Sanzioni senza precedenti che colpiscono chi le applica». E in particolare l’Ue: «Ha perso la sovranità». Ad ascoltarlo Cuba, i Talebani, ma anche le italiane Camera di commercio e Confindustria Russia.
Parigi: «Se si vuol schiacciare Mosca non c’è pace». Il Cremlino applaude, Berlino si allinea. Londra invece dà man forte a Volodymyr Zelensky. Ursula von der Leyen: sì all’Ucraina nell’Ue. Ma Bruxelles dice: «Iter lungo e doloroso».
Siamo appena dopo metà giugno e già l’Italia inizia a soffrire. La guerra ancora c’entra: i minori flussi di gas toccano gli stock.
La Russia ieri ha consegnato solo il 50% del gas chiesto da Eni, anche se la fornitura è rimasta sugli stessi livelli di giovedì. Vladimir Putin gioca una partita a scacchi per spingere le quotazioni e assicurarsi introiti. E così…
Per il tanto invocato ingresso futuro dell’Ucraina nella Ue c’è un conto salato da pagare. Che si aggiunge alla parcella delle sanzioni e alla costosa ritorsione russa sul gas: forniture tagliate e prezzo raddoppiato. Mentre il governo «scopre» i pozzi…
Mercati in subbuglio dopo le minacce russe sulle forniture. Gazprom taglia l’export del 15% verso l’Italia e del 60% verso la Germania. A cui però lo zar lascia aperto Nord Stream 2, ipotesi che irriterebbe gli Usa.L’allarme siccità fa scattare…
Il segretario Nato: «Daremo aiuti senza precedenti». Da Londra altre sanzioni a Kirill.
La visita in Ucraina per promuovere tavoli di pace. L’inquilino di Chigi: «Il mondo ora vuole diplomazia». Pure gli Usa confermano iniziative per avviare un dialogo. L’atteggiamento di Joe Biden però è ancora ambiguo.
Il «Financial Times» rivela: il Cremlino aggira l’embargo europeo al petrolio. Al centro della triangolazione c’è l’India, che compra l’oro nero con lo sconto, lo raffina e lo rivende facendo soldi a palate. E c’è un’altra pista che porta all’Arabia…
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