Il caos nel Sahel manna per al-Qaeda: presa Timbuktu
I miliziani controllano l’antica città del Mali dopo che le truppe Onu si sono ritirate. L’ex ministro del Niger: «Wagner non c’è».
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I miliziani controllano l’antica città del Mali dopo che le truppe Onu si sono ritirate. L’ex ministro del Niger: «Wagner non c’è».
In Sudafrica i russi rilanciano la proposta del Brasile di commerciare senza usare la valuta americana. Pechino però non vuole forzare la mano, soprattutto per timore dell’ascesa di concorrenti come l’India.
Sinistra e destra radicale contro Mark Rutte sull’invio dei caccia. Il «Wp» gela gli invasi: «Improbabile riconquistino territori».
Stati Uniti ed Europa, che quando serve si riempiono la bocca con i diritti umani, voltano lo sguardo e restano in silenzio sulla decisione dell’Azerbaijan di chiudere il corridoio di Lachin: un modo per strangolare chi vive nel Nagorno Karabakh.
Non bastano più sussidi e cessioni di comodo alle società di car sharing. Previsioni fosche arrivano pure dall’America.
Il generale: «Zelensky farà un ultimo tentativo di sfondamento, poi sarà stallo. Sul Niger Usa e Ue sono divisi. Ma qualunque cosa accadrà, ne approfitteranno Isis e al-Qaeda».
Il presidente olandese (dimissionario) accelera sugli aiuti insieme alla Danimarca.
Prosegue il disgelo tra Riad e Teheran. E intanto Joe Biden fatica a recuperare terreno in Medio Oriente.
La Digos ricostruisce il ruolo dell’ex premier nella compravendita di armi in Colombia e la capacità di operare per conto dello studio legale di Miami. Baffino si è scelto i «suoi uomini» in Fincantieri e ha avuto da Leonardo documenti…
Tutti i media, anche i più bellicisti, adesso ammettono la realtà: la controffensiva ucraina sta fallendo. Era già chiaro il mese scorso, però chiunque invocasse negoziati era tacciato di parteggiare per gli invasori.
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