La crisi in Medio Oriente irrompe nella competizione tra Usa e Cina
La nuova crisi tra Israele e Iran sta preoccupando notevolmente Pechino, che teme di vedere ridotta la propria influenza sulla regione mediorientale.
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La nuova crisi tra Israele e Iran sta preoccupando notevolmente Pechino, che teme di vedere ridotta la propria influenza sulla regione mediorientale.
I principali scali del Paese denunciano: l’imposta verde europea (Ets) sta deviando il traffico verso gli approdi nordafricani. Manifestazione contro il governo per lo scandalo tangenti che ha colpito il partito socialista.
La minaccia del ministro della Difesa degli Huthi: «L’Iran ha il diritto di vendicarsi».
Leadership anziane e impopolari, vertici decimati dai raid: per la Repubblica sciita potrebbe essere prossima la fine? Netanyahu chiama apertamente alla rivolta, ma i gruppi di opposizione sono pochi e divisi, mentre i pasdaran restano forti.
I pro Pal fermati al Cairo hanno capito che forse manifestare in patria è più saggio.
Pechino fa pressione su Gerusalemme: «No all’uso della forza, torni la diplomazia». Antonio Tajani: «Superata la linea rossa sull’atomica da parte degli ayatollah». Papa Leone XIV: «Faccio appello alla ragione».
L’escalation in Medio Oriente manda in mille pezzi i dem statunitensi. Ma anche la base Maga è in subbuglio. Carlson attacca il suo leader: «Si è reso complice».
Netanyahu: «Cancelliamo ogni obiettivo degli ayatollah». Che sfidano Parigi e Londra. Starmer invia i jet. Bloccati tra Grecia e Cipro circa 12.000 israeliani: grana sicurezza.
Netanyahu fa colpire altri siti atomici e gangli dell’aeronautica di Teheran. Che minaccia ritorsioni contro basi occidentali. Ma Pd e soci accusano la Meloni e si ricompattano alla manifestazione omo di Budapest.
Se Teheran ferma il passaggio delle navi, i prezzi di petrolio e gas schizzano. Ma al regime serve il sostegno di Russia e Cina.
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