La Verità

Made in Italy

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Il governo svende il made in Italy all’Ue

Bruxelles cancella con un colpo di spugna i decreti sull'etichetta d'origine, vanto del ministro uscente Maurizio Martina. Ora porte spalancate per i prodotti tarocchi che imitano le nostre eccellenze e che nel mondo valgono circa 70 miliardi. L'obbligo d'indicazione di…

Le nozze Fca-Psa lasciano orfana Alfa Romeo

Nell’universo di marchi nato dalla fusione, quello del Biscione vive un paradosso: gli esperti lo amano, ma i suoi modelli vendono meno della Lancia, che ha solo Ypsilon. A penalizzarlo, l’arretratezza sull’elettrico e le tasse sui carburanti. Parigi vorrà investirci?

Le borse francesi Lancel diventano italiane

La griffe, acquistata dal gruppo Piquadro che controlla anche The Bridge, ha svelato a Parigi la prima linea dopo la rivoluzione Il presidente: «Puntiamo sui mercati asiatici. Rivitalizziamo i modelli storici con colore e dinamismo per conquistare i millennial».Rochas riscopre…

Tra Palermo e Roma si riapre la guerra del tonno rosso

Il ministro Maurizio Martina ha decretato l'aumento delle quote. La decisione favorisce tutti, tranne i piccoli pescatori. Così la Regione Siciliana minaccia il ricorso al Tar contro il governo. Ma mentre la burocrazia strangola il settore, cresce il traffico illegale…

Da oggi nuove etichette sui cibi, ma sono già vecchie

Entra in vigore l'obbligo di indicare lo stabilimento di lavorazione per i prodotti agroalimentari (eccetto il vino). L'Europa però a giugno è pronta a bocciare le nostre norme. Per la felicità di tutti coloro che fanno affaroni con il finto…

Bugie e omissioni affondano il made in Italy

L'Europa boccia il decreto italiano sull'etichetta di origine ma l'esecutivo lo nasconde per mesi ai produttori. Aziende sul piede di guerra: spese onerose per un obbligo inapplicabile. L'imbarazzante fallimento del quartetto Paolo Gentiloni, Maurizio Martina, Carlo Calenda e Angelino Alfano.

Zucchero, l’Italia mastica amaro per le follie di Prodi e dell’Europa

La nostra produzione è stata azzerata dalla concorrenza sleale di Germania e Francia, favorite dall'Ue. L'ex premier italiano e il ministro Paolo De Castro firmarono la fine delle quote, distruggendo il nostro mercato.