Conte fa un passo indietro sull’alleanza con la Cina
Alla conferenza degli ambasciatori il premier ridimensiona gli accordi con Pechino. E manda segnali distensivi agli Stati Uniti.
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Alla conferenza degli ambasciatori il premier ridimensiona gli accordi con Pechino. E manda segnali distensivi agli Stati Uniti.
L’ad Orcel avvisa il mercato: «Se il Tar dovesse bloccare l’Ops su Banco Bpm potremmo riproporre l’operazione in seguito». Smentite le mire su Generali: «Non esiste nessuna scalata. Su Commerz parleremo con il governo tedesco quando sarà l’ora».
Il leghista chiede sostegno. Carlo Calenda va a gamba tesa: «Inchiesta Ue sul rublogate».
L’editore del giornale è «socio» dell’Eliseo, che controlla parte delle azioni di Stellantis.
Federico Fubini, numero due di via Solferino, era «abusivo»: non pagava da 14 anni le quote all'Ordine dei giornalisti. Ma è solo l'ultimo caso imbarazzante capitato in quello che un tempo era il principale quotidiano italiano.
A parole vogliono la pace, ma in realtà preparano la guerra. Già il nome che si sono scelti non promette nulla di buono: coalizione dei volenterosi.
Ma l'Italia non era isolata? Non eravamo i malati gravi della Ue, quelli attorno a cui era stato steso un cordone sanitario e che a Bruxelles non erano nemmeno capaci di farsi ascoltare? A leggere i giornali, fino all'altro ieri…
Altro che integrazione: gli ospiti stranieri si dedicano a spaccio, stupri e risse. Le cooperative intascano i soldi e fanno spallucce.
Ho la sensazione che la storia dell'Ilva finirà nel peggiore dei modi, ossia con la chiusura dello stabilimento e gli investitori stranieri che se ne vanno a gambe levate. Sbaglio? Me lo auguro, perché l'esito negativo del rilancio della più…
La tedesca confida nel clima solenne per dialogare con un presidente rabbonito, un mese prima del vertice che avrebbe consacrato il ruolo del premier. Roma resta comunque centrale pure nella partita mediorientale.
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