Renzi attacca me. Ma l’accusa più grave è di un suo compagno
L'ex premier tuona contro questo giornale perché osa criticare le sue politiche sulla giustizia. Esattamente come il dem Franco Roberti.
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L'ex premier tuona contro questo giornale perché osa criticare le sue politiche sulla giustizia. Esattamente come il dem Franco Roberti.
Caro don Matteo Zuppi, caro presidente della Chiesa italiana, le scrivo questa cartolina perché so che è molto deluso: l’atteso sinodo, infatti, è arrivato a un nulla di fatto. Tutto rinviato.
Sarebbe ora di rimarcare che l'ingresso del nostro Paese nella moneta unica avvenne con un debito eccessivo. Ragion per cui l'Unione dovrebbe abbassare le sue pretese.
Il premier al congresso del partito di Calenda. Convergenza su Kiev, Superbonus e nucleare. I due leader fan quadrato contro Conte. Giorgia: «Senza Usa e spese per la Difesa saremmo una comunità hippie demilitarizzata». Manovre a sinistra per liquidare Schlein.
L'Agcom, presieduta dall'ex capo di gabinetto di Mario Monti a Bruxelles, ha varato un regolamento per imbavagliare l'informazione non politicamente corretta. Criteri? Arbitrari. Denunce? Da «associazioni rappresentative. È la dittatura del conformismo.
Il gruppo dei volenterosi lanciato dall’inquilino dell’Eliseo è già sparito. Per mandare militari in missione servono proiettili. Che il Vecchio continente fatica a produrre.
Avvenire (con Nicola Zingaretti a ruota) esalta il reato di monsignor Krajewski: «Illegalità giusta». Sì, a spese nostre. Quando si tratta dei loro edifici, Vaticano, curie e parrocchie la legge la fanno rispettare. Senza pietà.
Nella folle risoluzione approvata dall’Europarlamento si invitano i governi ad abbandonare ogni remora a colpire il territorio russo. E a sviluppare «prove di stress per la legislazione». La piazza di Michele Serra lo sa?
Il quotidiano aveva sparato l'intercettazione contro il sottosegretario leghista: «Ci è costato 30.000 euro», che La Verità ha rivelato essere falsa. Ora l'ex direttore del giornale ammette che probabilmente i soldi non sono neanche stati promessi. Ma insiste: deve lasciare.
L’ex dirigente Giovanni Oggioni ai domiciliari: è il «papà» della proposta di legge ferma da tempo al Senato. Avrebbe favorito aziende amiche. Il futuro assessore Bardelli: «Son pazzi, facciamo cadere questa giunta».I giudici contabili avvisano: se il Parlamento dovesse approvare…
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