La rassegna stampa del 23 febbraio
La rassegna stampa del 23 febbraio
Chi fu il primo reporter di aviazione della storia? Un apicultore dell’Ohio che riempì la sua piccola rivista con un racconto inedito.
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Sotto accusa un consorzio di Benevento. Secondo la Corte dei Conti, i gestori avrebbero distratto i soldi destinati all’accoglienza per acquistare persino borse griffate. Presunti bonifici ai parenti grazie ai tagli sui servizi. Contestato danno erariale per 1,3 milioni.
Viaggi e soggiorni in resort, liquidità finita dritta sui conti dei parenti, shopping di borse e oggetti di lusso: Hermès, Chanel, Prada. La gestione dei finanziamenti che dal ministero dell’Interno passavano per la Prefettura di Benevento e arrivavano al consorzio Maleventum, holding del settore dell’accoglienza giunta, prima che scoppiasse un’inchiesta giudiziaria nel 2018, a gestire 13 centri di accoglienza (cinque dei quali finiti all’epoca sotto sequestro per le condizioni sanitarie e di agibilità) e a farsi assegnare l’ospitalità di circa 800 migranti, pari all’80% del totale degli stranieri che trovavano rifugio in provincia di Benevento, avrebbe prodotto, secondo la Procura regionale della Corte dei Conti della Campania, un danno erariale da 1,3 milioni di euro. Ovvero una parte dei 20 milioni erogati tra il 2014 e il 2018 per l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale.
Si tratta delle somme che il Viminale trasferiva per garantire vitto, alloggio, assistenza materiale, servizi di integrazione e gestione ordinaria delle strutture. Soldi pubblici che avevano una destinazione precisa e vincolata: erano destinati a garantire servizi e condizioni di vita dignitose ai richiedenti asilo. La Procura contabile sostiene invece che una parte di quelle risorse sia stata ottenuta attraverso un illecito risparmio sui servizi da fornire agli ospiti. Meno spese per l’assistenza, meno investimenti nelle strutture, meno servizi. Più disponibilità economiche da utilizzare altrove. Secondo le contestazioni, proprio questo tesoretto sarebbe stato impiegato per acquisti nei negozi delle grandi firme, per i viaggi, per i soggiorni e per altre operazioni ritenute estranee agli scopi per i quali i finanziamenti erano stati erogati.
L’inchiesta della magistratura contabile nasce dalla trasmissione, nel dicembre 2018, degli atti del procedimento penale conclusosi il 21 aprile scorso con una sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Benevento. E ora sono otto le persone che hanno ricevuto gli inviti a dedurre (azione con cui i destinatari vengono chiamati a fornire le proprie giustificazioni prima dell’eventuale avvio del giudizio di responsabilità amministrativa) firmati dal procuratore contabile e notificati dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria. Tra loro c’è Paolo Di Donato, ritenuto amministratore di fatto e dominus del consorzio Maleventum. Insieme a lui figurano gli amministratori e i rappresentanti legali che si sono succeduti tra il 2014 e il 2018: Renza Fusco, Elio Ouechtati, Giuseppe Caligiure e Giovanni Pollastro.
Ma nell’inchiesta compare anche un altro filone: quello dei controlli. Tra i destinatari delle contestazioni figurano infatti Felice Panzone, ex funzionario della Prefettura di Benevento addetto alla gestione dei centri di accoglienza (ufficio che avrebbe dovuto verificare il rispetto degli obblighi contrattuali da parte del gestore), e gli ex dirigenti dell’Area Immigrazione Maria Rita Circelli e Giuseppe Canale. A Panzone vengono contestate alcune soffiate dell’imminenza delle ispezioni. Lo avrebbe fatto, si scoprì durante le indagini giudiziarie, utilizzando una frase precisa: «Passate la cera». Un’espressione che, secondo gli investigatori, funzionava come un segnale per indicare l’arrivo imminente dei controlli. L’ex funzionario, secondo le ricostruzioni dell’accusa, disponeva in anticipo delle informazioni relative alle verifiche che sarebbero state effettuate da Prefettura, Asl, carabinieri del Nas e, in una occasione, persino da una delegazione dell’Onu.
L’obiettivo sarebbe stato quello di consentire ai responsabili delle strutture di intervenire rapidamente sulle situazioni più evidenti con servizi di pulizia straordinari. Un maquillage sufficiente a presentare agli ispettori una realtà diversa da quella che normalmente caratterizzava i centri. Fin qui il penale.
Ora, secondo la Procura contabile, Panzone non avrebbe avviato le procedure necessarie per sanzionare le criticità riscontrate. Contestazioni analoghe riguardano anche gli ex dirigenti dell’Area immigrazione della Prefettura, ai quali viene attribuita la mancata applicazione delle penalità previste dal contratto e delle misure previste in caso di irregolarità. Il consorzio era riuscito nel frattempo a costruirsi una certa autorevolezza nel settore. Anche tramite la propaganda. Nel 2016 fu pubblicizzata la storia di un migrante, ospite di una delle strutture del consorzio, che alla stazione di Telese Terme trovò uno zainetto smarrito con all’interno denaro e documenti e decise di consegnarlo al commissariato di polizia. E sempre nel 2016 il consorzio comunicò la propria disponibilità a ospitare gratuitamente 100 sfollati del terremoto nel Centro Italia. Mentre dieci migranti partirono per offrire supporto ai soccorritori. Solo due anni dopo scattarono cinque arresti. Ora le grane con la Corte dei conti per quegli 1,3 milioni di euro andati in fumo.
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Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni ed Elly Schlein (Ansa)
Il campo largo è diviso rispetto alle questioni cruciali: Schlein, Conte e Bonelli sono agli antipodi su come uscire dal pantano Kiev e sull’energia. Si uniscono solo per aumentare le imposte e requisirci l’abitazione.
La sinistra è divisa su tutto, tranne che su una cosa: le tasse. Se c’è da stangare gli italiani con nuove imposte, dal Pd ad Avs, passando per i 5 stelle, i compagni sono sempre pronti. Non hanno un’idea comune sulla politica estera, perché alcuni sono favorevoli a sostenere l’Ucraina e anche a farla entrare nella Ue, mentre altri sono totalmente contrari.
Non hanno alcuna proposta per ridurre il costo dell’energia, se non l’introduzione di un prelievo sui profitti delle imprese del settore (decisione che si tradurrebbe in una perdita secca per lo Stato, che dalle principali incassa ogni anno fior di dividendi). Non hanno neppure un programma per affrontare il tema della carenza di alloggi popolari nelle città, se non l’esproprio di quelli privati lasciati sfitti. Tuttavia, nonostante la mancanza di un piano che lo trasformi da cartello elettorale in maggioranza di governo (come ha notato ieri, in un’intervista alla Stampa, l’ex senatore del Pd Luigi Zanda, uno che lo conosce bene), il campo largo ritrova l’unità se c’è da reclamare una stangata a carico del ceto medio. La parola magica che accomuna la coalizione è patrimoniale, ricetta che mette tutti d’accordo, quasi che basti questa a risolvere ogni problema dell’Italia.
A rilanciarla è Elly Schlein, ormai impegnata in una difficile competizione con Giuseppe Conte, allo scopo di dimostrare di avere le carte in regola per candidarsi a guidare il governo alla prossima legislatura. Alla segretaria del Pd non importa che imposte simili, adottate da altri Paesi, si siano risolte in un flop, facendo fuggire i grandi patrimoni che certo non restano ad aspettare che i compagni li tassino. Né importa che chi ha costruito un sistema di welfare basato su aliquote crescenti oggi faccia marcia indietro, rendendosi conto che le tasse strangolano l’economia e impediscono la crescita, facendo mancare ricavi per sostenere la macchina statale. Proprio ieri, mentre Schlein rilanciava la patrimoniale, sul Corriere della Sera è apparsa un’analisi di Federico Rampini dedicata alla Svezia. Per anni Stoccolma è stata il punto di riferimento della socialdemocrazia europea e dunque anche del centrosinistra italiano. Svezia infatti era sinonimo di integrazione, di assistenza ai meno agiati, di servizi pubblici. Un Bengodi finanziato con un sistema fiscale super aggressivo, che prevedeva patrimoniali e imposte di successione pesanti. Beh, dopo anni di spesa statale a carico di chi produceva reddito, anche Stoccolma adesso ha messo la marcia indietro, al punto che neppure i socialdemocratici oggi hanno nel loro programma nuove imposte.
E quanto siano fragili e controproducenti le ricette della sinistra lo dimostrano le inversioni di rotta anche di Danimarca, Gran Bretagna e perfino Germania. Nessuno ormai pensa di governare a suon di tasse, primo perché i capitali non restano fermi ad aspettare di essere tartassati. E secondo perché in un mondo globalizzato le imposte rischiano di essere una zavorra che al bilancio dello Stato porta più danni che vantaggi. Tuttavia, nonostante quasi tutta la Ue abbia rinunciato alle soluzioni facili che usano la leva del fisco, il campo largo insiste e vorrebbe importare in Italia sistemi già falliti. Una buona ragione per darsi da fare e tenere Pd, Avs e 5 stelle lontano dalla stanza dei bottoni. A Palazzo Chigi, Schlein e compagni potrebbero solo fare disastri.
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Fino al 28 giugno, la località ai piedi delle Dolomiti propone pacchetti per attività all’aria aperta e soggiorni a prezzi scontati.
Non è un luogo comune. Sospeso tra monti e cielo, avvolto nel silenzio e incorniciato da Alpi e Dolomiti, San Vigilio di Marebbe conquista al primo sguardo. Non appena si raggiunge la piccola località situata in quel punto di Alto Adige al confine austriaco, custode della cultura ladina e porta d’ingresso dei Parchi naturali di Fanes, Senes e Braies e del Puez Odle, si resta incantanti dall’atmosfera serena che si respira nell’aria.
Tra case in legno con balconi fioriti, ordine impeccabile e persone cordiali, si entra in contatto con un’oasi di pace ad alta quota dove traffico, stress e preoccupazioni lasciano il posto a valori autentici e paesaggi sorprendenti. Un’oasi di pace ad alta quota che nella bella stagione, con le giornate che si fanno più lunghe, le temperature che si riscaldano, i colori che diventano più intensi e la natura che si accende, dà il meglio, offrendo ai visitatori uno spettacolo naturale a 360 gradi e a tutti i livelli.
In paese, a valle, in mezzo ai boschi, nei parchi, in cima al Plan de Corones cambiano gli scorci e si moltiplicano le sorprese. Da scoprire e da prendere al volo, complice il pacchetto turistico «Spring special». Un nome, un programma. Valido fino al 28 giugno, invita i visitatori a prenotare una struttura aderente all’iniziativa sul sito www.springspecial.it. E a loro offre gratuitamente o a prezzi agevolati un ventaglio di proposte, attività, escursioni ed esperienze, con l’obiettivo di accompagnare, giorno per giorno, in una vacanza capace di stupire e rigenerare, divertire e rilassare prima che scoppi il boom dell’alta e altissima stagione di luglio e agosto; in una vacanza soprattutto a stretto contatto con la natura più vera e suggestiva di alta montagna.
Tra le esperienze da non farsi sfuggire a San Vigilio, le escursioni guidate in bicicletta (gratuite, con sconto di 20 euro sul noleggio bicicletta). Organizzate dalla Bike school di San Vigilio, si rivolgono ad adulti e bambini e a loro propongono sentieri poco frequentati e perfettamente tracciati. Diversi per livello di intensità e difficoltà, gli itinerari si muovono in e-bike, mountain bike o bicicletta da corsa. Tra salite e discese, curve e rettilinei, si spostano sui versanti che circondano San Vigilio. Costeggiano rifugi, masi e viles, le baite tradizionali della vallata, attraversano prati, pascoli e ruscelli, si inoltrano in fitti boschi, si immergono nei parchi naturali e incontrano scorci e panorami sulle cime.
Per chi a sellini e pedali preferisce occhi e gambe, ecco che all’interno dei due parchi naturali, dichiarati a ragione Patrimonio mondiale Unesco, ogni martedì e mercoledì si svolgono escursioni (gratuite) che, accessibili a tutti, permettono di scoprire gli animali di alta montagna e camminare avvolti nella natura e nel silenzio. Passo dopo passo, si impara a riconoscere le diverse specie, a capire come vivono e come si sono adattate a un ecosistema difficile come quello dell’alta montagna.
Troppo rilassante? Nessun problema, a San Vigilio l’adrenalina vola sulla zip line più lunga d’Europa nel Parco avventura Adrenaline X-Treme adventures (www.adrenalineadventures.it). Dedicata a chi non soffre di vertigini, parte dalla cima del Piz de Plaies, vola per tre chilometri, sospesa a cento metri di quota alla velocità massima di 80 km/h. Un’esperienza di sicuro emozionante, come lo sono l’arrampicata al centro di Brunico e il parapendio in cima al Plan de Corones. In contrasto, un tris di attività più soft, fatte di contemplazione, meditazione e silenzio. Si va dall’osservazione guidata dei cieli stellati (ogni giovedì sera) allo yoga in una yurta mongola allestita nel parco di pini, abeti e sorbi di San Vigilio, alla scoperta del Parco dei gufi (www.owlparksanvigilio.com). Qui si trovano un centinaio di esemplari rari e pressoché introvabili altrove di rapaci notturni, dal gufo reale alla civetta nana. A completare la vacanza a San Vigilio, prima destinazione in Alto Adige e terza in Italia con certificazione green rilasciata dall’autorevole Global sustainable tourism council, è un mix genuino di ospitalità e tavola, che dalla mattina alla sera insegna valori di accoglienza semplice e allo stesso tempo curata nei dettagli e riporta a galla ricette e ingredienti a chilometro zero che in tavola tentano dall’antipasto al dessert, dallo speck allo strudel fatto in casa.
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