Il pecorino d’amore creato per la moglie del sire normanno
Adelasia era sempre triste, un contadino fece il piacentinu ennese inserendo lo zafferano, energetico e antidepressivo.
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Adelasia era sempre triste, un contadino fece il piacentinu ennese inserendo lo zafferano, energetico e antidepressivo.
Primo ortaggio a fregiarsi della denominazione Igp, è protagonista anche della cucina in Brasile, dove arrivò con gli emigranti nel Rio Grande do Sul, enclave veneta nel nuovo mondo. Celebrato da poeti e scrittori, si è imposto non solo nella…
Il poeta, a 11 anni, compose una delle sue prime liriche dedicata proprio all’odiata minestrina. Piatto povero della civiltà contadina, il minestrone oggi è apprezzato in molte varianti ipercaloriche ed esaltato dagli chef. Ma è spesso indicato per le cure…
Indispensabile per il soffritto, perfetta nelle zuppe e nell'insalata, è molto più che un alimento Sacra per gli egizi, fa bene all'anima e al corpo. E contro l'alito cattivo basta un bicchiere di latte.
Il calo di produzione si aggirerà attorno al 20%, riconsegnando alla Francia il primato produttivo annuo. Intanto l’influente think tank Cep preme per imporre le etichette terrorizzanti su tutte le bottiglie di vino.
Condimento ormai quasi dimenticato dopo secoli di gloriosa popolarità, sopravvive in nicchie produttive di Toscana e Marche. Il mosto di uva acerba affonda le radici in epoche lontane, ne discettarono Plinio il Vecchio e Virgilio, ma non piaceva a Dante.
Lanciato a New Orleans alla fine del Settecento, durante il fascismo fu ribattezzato con nomi bizzarri. Famosi il Bellini di Giuseppe Cipriani e il Bloody Mary di Hernest Hemingway, ma adesso tra i giovani il must è lo spritz.
È antibatterico, ricco di carotene e di vitamine, riequilibra la pressione, lenisce il dolore agli arti e ai nervi, stimola il metabolismo. E c'è chi riesce e mangiarne pure un chilo. Armoniosi contrasti: come «reinventare» il gusto degli gnocchi. La…
Il Veneto rivendica la primogenitura con lo «sbatutin» di uova e zucchero, ma il Friuli sostiene d'aver inventato la ricetta e il nome. In Marocco c'è la versione con cous cous e datteri, in Cina quella con il tè verde.…
È il «figlio» in movimento delle vacche in transumanza, «strache» (stanche) perché esauste. A crearlo sono stati i «bergamini» diventati, da pastori erranti delle valli orobiche nel Trecento, veri e propri imprenditori e maestri dell’arte casearia d’alta quota.
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