Killer di ebrei verso la pena di morte. E spunta una pista nordcoreana
Nel riquadro Elias Rodriguez, il killer che ha assassinato due diplomatici israeliani a Washington (Ansa)
Elias Rodriguez, l’assassino pro Pal dei due diplomatici a Washington, deve sperare nell’ergastolo. L’uomo era membro di sigle leniniste con agganci internazionali. Netanyahu ringrazia Trump per la risposta Usa.

È accusato di omicidio di primo grado e di altri reati il trentenne pro Pal Elias Rodriguez, fermato dopo aver ucciso mercoledì sera due dipendenti dell’ambasciata israeliana a Washington, Yaron Lischinsky e Sarah Lynn Milgrim, davanti al Capital jewish museum di Washington.

La sparatoria è oggetto di indagine per crimine d’odio e terrorismo e potrebbero emergere ulteriori accuse, oltre ai due capi di imputazione per omicidio di primo grado e omicidio di funzionari stranieri, ha spiegato in conferenza stampa Jeanine Pirro, procuratore per il Distretto di Columbia. «Si tratta di un crimine orribile e questi crimini non saranno tollerati». Rodriguez – ha poi reso noto Pirro, citata da CbsNews – è comparso in tribunale ieri e il giudice gli ha comunicato che, se condannato, rischia la pena di morte o l’ergastolo. L’udienza preliminare è fissata per il 18 giugno. Rodriguez rimarrà in carcere. Gli investigatori hanno recuperato sulla scena del crimine 21 bossoli vuoti e una pistola calibro 9 millimetri, corrispondenti a un’arma da fuoco acquistata da Rodriguez in Illinois nel 2020. Il trentenne di Chicago aveva viaggiato in aereo dalla sua città alla Virginia con l’arma nel bagaglio da stiva, si legge nella dichiarazione giurata. Aveva dichiarato l’arma per il volo.

Più passano le ore e più le indagini si concentrano sulla rete di complicità della quale ha goduto l’estremista di sinistra e in particolare sotto la lente di ingrandimento ci sono i suoi rapporti con il Partito per il socialismo e la liberazione (Psl), che però nega ogni coinvolgimento. Il Psl è un gruppo apertamente marxista-leninista e fortemente filo-nordcoreano che gestisce un gruppo di facciata noto come Answer. Come spiega alla Verità il giornalista americano Lawrence Peck che monitora da due decenni le attività dei gruppi e attivisti filo Corea del Nord e di altri estremisti negli Stati Uniti, «il Psl collabora attivamente da anni con alcuni dei più importanti gruppi e attivisti filonordcoreani negli Usa, come Kancc, Minjok Tongshin, Nodutdol, Women Cross Dmz/Korea Peace now e altri. Vorrei inoltre sottolineare che il leader del Psl, Brian Becker, che è stato in Corea del Nord con delegazioni di “solidarietà”, è personalmente amico di attivisti filonordcoreani, tra cui, in particolare, Christine Ahn e Tim Shorrock, che hanno incontrato e sono stati intervistati da lui, e che hanno partecipato a eventi organizzati dal Psl e dal suo gruppo di facciata, Answer. In almeno un’occasione, i membri del Psl si sono uniti ai membri di Women Cross Dmz/Korea peace now per fare pressione sui membri del Congresso a sostegno di un disegno di legge, l’Hr 1841, che avrebbe dato importanti concessioni incondizionate alla Corea del Nord».

In che modo la Corea del Nord è coinvolta con movimenti filopalestinesi-filo Hamas? «I gruppi e gli attivisti filonordcoreani partecipano e intervengono alle manifestazioni all’interno e all’esterno dei campus da diversi anni. I gruppi filonordcoreani negli Usa collaborano strettamente con i gruppi filopalestinesi/filo Hamas e spesso organizzano proteste congiunte. Ad esempio, attivisti di gruppi filonordcoreani sono stati invitati ai campi di protesta in diverse università, dove hanno tenuto discorsi lodando la Corea del Nord e i suoi dittatori ereditari. Questi attivisti descrivevano e vantavano anche il sostegno fornito per molti anni dalla Corea del Nord ai terroristi palestinesi, sia in Medio Oriente che in Corea del Nord, sotto forma di armi e addestramento».

Ieri il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha parlato con Donald Trump, che ha espresso profondo dolore per il terribile omicidio: «Possa la loro memoria essere benedetta». Il primo ministro israeliano ha ringraziato Trump per gli sforzi che la sua amministrazione sta compiendo contro le manifestazioni di antisemitismo negli Usa. I due leader hanno anche discusso della guerra a Gaza, che prosegue senza sosta, dato che Hamas non rilascia gli ostaggi e Trump ha espresso il suo sostegno agli obiettivi stabiliti da Netanyahu: «Liberare tutti gli ostaggi, eliminare Hamas, portare avanti il piano Trump». Netanyahu e The Donald hanno concordato sulla necessità di garantire che l’Iran non possegga armi nucleari e in tal senso c’era molta attesa ieri per il quinto round di negoziati tra Usa e Iran sul programma nucleare della Repubblica islamica. Secondo fonti diplomatiche Ue, è «l’ultima chance per evitare la tempesta», dopo che le dichiarazioni – sempre più rigide da parte iraniana – hanno portato i negoziati allo stallo. I colloqui mediati dall’Oman sono iniziati alle 13 e alle 17.10 sono terminati, con l’inviato speciale Usa, Steve Witkoff, che se n’è andato scuro in volto un’ora prima della fine, «a causa di problemi di programmazione». Una fonte dell’amministrazione ha dichiarato alla Cnn: «I colloqui Iran-Usa potrebbero fallire definitivamente oggi. L’Iran non accetterà il mancato arricchimento dell’uranio e Trump perderà la pazienza».

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