«Sarà Conte a vincere la sfida con Grillo ma il M5s è morto»
L’ex «ideologo» del Movimento Paolo Becchi: «Il motore era Casaleggio, il progetto è finito con lui. Il Cav mi chiese di presentarglielo».
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L’ex «ideologo» del Movimento Paolo Becchi: «Il motore era Casaleggio, il progetto è finito con lui. Il Cav mi chiese di presentarglielo».
L’ex ministro Enrico Costa: «Ho lasciato Azione perché non voglio finire subalterno ai pentastellati. Le mie battaglie garantiste le combatterò a fianco di chi è più in linea con le mie idee».
Il presidente di Confimi Paolo Agnelli: «I burocrati sinistroidi di Bruxelles ci impediscono di produrre come vogliamo. Non capiscono che ormai la gente difende i propri Paesi e aziende. Il green? Ideologico e insostenibile».
La direttrice creativa di Atelier Emé: «La perfezione tecnica non basta. I capi devono essere comodi e pratici per far sentire a proprio agio chi li indossa. Tra i nuovi trend c’è l’addio allo strascico per far spazio a giacche…
La giornalista che si occupa di sociale: «I ricchi si abbonano a Netflix. La tv di Stato deve dare buon cibo per la mente ai meno abbienti, anche loro pagano il canone».
Un confronto con la celebre firma del Corriere della Sera, che ha appena pubblicato un nuovo saggio che vuole celebrare il lato luminoso della nostra civiltà.
Il cantautore bolognese: «A 20 anni se la prendono col mondo che non conoscono. Non mi capacito che sia esistito Ludwig van Beethoven e oggi ci sia gente che sta ore su TikTok».
Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon: «Più detrazioni per le famiglie numerose. Tfr nei fondi pensione, ragioniamo su una quota del 25% obbligatoria e la conferma dopo sei mesi. Rafforzeremo l’authority di vigilanza (Covip)».
L’ormai ex consigliera laica di Fdi: «Potrei essere la prima di una lunga serie. Se il Parlamento non riprende le sue prerogative, la riforma non si farà. Il mio allontanamento colpa della Procura e dello strapotere dei pm».
La trasparenza retributiva dovrebbe consentire ai lavoratori e alle lavoratrici di individuare e contrastare eventuali discriminazioni tra donne e uomini. Ma le direttive europee servono a ben poco se non esiste il rispetto delle leggi e la loro relativa applicazione.
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