La vera storia degli escort di Morisi
Ecco chi sono «Nicolas» e «Alex», i prostituti del caso Morisi. Rispetto alle loro tariffe, col leghista prezzi quasi triplicati.
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Ecco chi sono «Nicolas» e «Alex», i prostituti del caso Morisi. Rispetto alle loro tariffe, col leghista prezzi quasi triplicati.
Svelato dalla «Verità» e registrato il 18 dicembre 2014, mostra il «complotto» ai danni dei vertici Eni. Tenuto 4 anni dalla Procura di Roma, vi si citava il fratello di Giuseppe Pignatone.
Depositati i racconti dell'ex avvocato dell'Eni sulla presunta associazione massonica che ha fatto tremare i palazzi romani. Confuse e contraddittorie le ricostruzioni. «Nel gruppo, generali della Finanza e dei carabinieri e anche l'ex capo del Dap».
Dopo il nostro articolo, la Regione Lazio invia ai dottori di Roma una nota (già pronta da giugno) e conferma che il sottosegretario si fece pagare il lavoro a Villa Claudia. Lui replica: «Non ero un dipendente del Ssn».
Inchiesta per disastro colposo. Il progettista: «Non doveva bruciare così». Valutazioni su rivestimento esterno e malta.L'esperta: «L'Alucobond è largamente impiegato e considerato ignifugo: andrà esaminata la struttura nell'insieme. Servono regole certe, come per i terremoti».
Margherita viene avvertita da una parente che ha ricevuto l'invito e durante la cerimonia viene lasciata in disparte. Scopre la nascita dei nipotini attraverso i giornali. Soltanto Ginevra le mostra ancora affetto.
Quando era al Mef, ha assistito al collasso del sistema creditizio, riservando solo ai senesi il «privilegio» della nazionalizzazione. Era una garanzia per la filiera rossa, ma è passato ai piani alti di piazza Gae Aulenti
Rinviato il «re» delle nomine, prosciolto il pg Riccardo Fuzio. Una mossa che rende già zoppo il processo al «sistema».
Nell’inchiesta dei pm di Roma i bonifici da 700.000 euro dal manager dei vip al leader di Iv per la serie flop di ascolti. Emergono «contratti fittizi e fatture false», tra le ipotesi anche il finanziamento illecito. E Matteo ammette…
Giuseppe Conte ha in mente un soggetto politico «light», nato sottraendo uomini e contributi al M5s. Solo per partire servono 800.000 euro. E le spese minime salirebbero a quota 5 milioni per la prossima campagna elettorale
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