Macron cerca consensi da comandante in capo: «Riarmiamoci alla svelta»
Il presidente francese ha posato la prima pietra di una nuova fabbrica di esplosivi. Poi ha chiesto di passare a una «economia di guerra». Ma l’elettorato resta freddo.
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Il presidente francese ha posato la prima pietra di una nuova fabbrica di esplosivi. Poi ha chiesto di passare a una «economia di guerra». Ma l’elettorato resta freddo.
Colpita la Serpukhov nel porto di Kaliningrad. Josep Borrell: «Un conflitto convenzionale in Europa non è fantasia». Si rinsalda l’asse Mosca-Pechino, lo zar sarà presto in Cina.
La sconfitta dell’Ucraina non è più un’ipotesi remota. Ormai ne parla con facilità anche chi fino a ieri rifiutava di considerare la possibilità di trattare per porre fine alla guerra, considerando una sola possibile soluzione del conflitto, cioè la vittoria…
Il Patto atlantico dà il via a Sea Shield 24 nel Mar Nero. Mentre gli Usa intensificano l’attività in Moldavia. A livello strategico però la vera partita si gioca nel Mar Baltico.
Due ministri minacciano di togliere la fiducia in caso di mancata offensiva a Rafah e il premier israeliano conferma l’incursione: «C’è una data». Il capo della missione Ue anti Huthi chiede più navi per rafforzarla.
Si stanno facendo sempre più turbolente le relazioni tra Somalia ed Etiopia. Giovedì, il governo di Mogadiscio ha infatti annunciato l’espulsione dell’ambasciatore di Addis Abeba.
L’ex ministro Marco Minniti: «La decisione va presa dopo le Europee. Putin non attaccherà la Nato, aspetta il voto Usa per negoziare con Trump».
Benjamin Netanyahu: «Ostaggi liberi o niente tregua». L’Iran: «Nessun ambasciata ebraica è sicura».
Visita della Yellen. Lunedì trilaterale sull’industria fra Italia, Francia e Germania.
La città si piega e risarcisce 3.600 musulmane arrestate e che si sono sentite «offese».
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