Il prete di Cervinia: «Sovranisti come Hitler»
Proteste dei fedeli dopo la messa prefestiva. Il sacerdote: «Ho solo citato Bergoglio».
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Proteste dei fedeli dopo la messa prefestiva. Il sacerdote: «Ho solo citato Bergoglio».
Manovra, riduzione dei parlamentari e nuova legge elettorale proporzionale. Sono questi i «compiti» dell'esecutivo di scopo indicati dal politologo gesuita Francesco Occhetta. Dare la parola agli italiani? Troppo rischioso.
Incredibile intervista elettorale di Bergoglio. Non una parola sul colpo di mano all'Istituto Giovanni Paolo II né su Gesù. Ma ne predica di ogni sui migranti, l'Amazzonia, Greta e l'immacolata Commissione Ue. «I sovranisti? Come Hitler nel '34».Lo zampino di…
L'intervento del Vaticano sulla struttura intitolata a San Giovanni Paolo II punta a emarginare il suo magistero e il nucleo umano più prezioso della vita per la Chiesa.
Massimo Camisasca scrive al giornale della Cei criticando «l'interruzione traumatica» imposta dal Vaticano all'istituto per la famiglia con la cacciata dei professori fedeli a Karol Wojtyla. Ma le sue parole vengono modificate e ritorte contro chi ha sollevato lo scandalo.
Benedetto XVI ha ricevuto monsignor Livio Melina, cacciato insieme agli altri seguaci di Karol Wojtyla dall'istituto per il matrimonio e la famiglia. Un appoggio esplicito verso il professore, che il giorno dopo ha spiegato alla Verità lo smantellamento in corso…
Il vescovo di Reggio Emilia parla di «cultura anti famiglia» in azione, ma Avvenire critica la Procura e sul giornale della diocesi emiliana ha spazio la pediatra pro Bibbiano.
José Granados, vicepreside dell'Istituto pro famiglia intitolato al Papa polacco, contro le recenti rimozioni: «È preoccupante».Un giornalista venezuelano conferma le voci su monsignor Peña Parra. Roma tace
La lettera contro le rimozioni di monsignor Vincenzo Paglia, di cui l'accademia pro famiglia negava l'esistenza, spunta in un blog. E ha già 241 firme. George Weigel, biografo di Giovanni Paolo II, attacca le gerarchie: «Sembrano i nuovi vandali».
Dopo una discussione durata 39 ore, approvata in Emilia Romagna la norma che prevede la «rieducazione» dei docenti e la censura dei messaggi sgraditi.
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