«Tutti vestiti in nero e passamontagna in tasca». «Como va distrutta». «C’è un negozio solo di lusso con borse e tutto di marca». E persino un sondaggio su quale negozio saccheggiare per primo. Questi sono alcuni dei messaggi inviati sul gruppo Whatsapp 24.10 Como.
Anche in questa città si teme che sabato vi saranno situazioni simili a quelle che abbiamo visto nel weekend appena trascorso a Milano. I membri di questa chat sono circa 200 e, come si può evincere dai nomi, molti sono immigrati di seconda generazione.
Le masse violente che si nascondono in mezzo alla protesta
Fin da quando sono iniziati i primi disordini in Francia, la sinistra nostrana si è sperticata per elogiare i rivoltosi che hanno preso d’assalto le piazze d’Olteralpe, chiudendo gli occhi di fronte agli incendi, alla distruzione e alla devastazione che quelle frange violente si sono lasciati dietro. Stessa cosa è avvenuta anche qui in Italia, dove dopo le scene vergognose che si sono viste a Milano, tutto l’arco delle opposizioni è accorso per ricordare ai brutti e cattivi fascisti, che vorrebbero solo un po’ di ordine nelle strade, quanto sia importante che i giovani esprimano il loro malessere attraverso le proteste.
Domenica 18 ottobre, a Milano, molti di questi sedicenti manifestanti sono tornati in strada e hanno devastato via Torino. Il loro unico obiettivo era saccheggiare i negozi dei brand di lusso. Scene, anche queste, già viste in Francia. Adesso, gruppi online si stanno organizzando per fare la stessa cosa anche a Como. Non è una protesta, non è una manifestazione, non ci sono rivendicazioni legittime. Si tratta di una mobilitazione in massa di semplici delinquenti, che utilizzano i cortei pacifici per poter agire e muoversi indisturbati.
In Italia come in Francia: un autunno di mobilitazione permanente
In Francia, i movimenti di protesta studenteschi si sono espansi a macchia d’olio in tutto il Paese e sono rapidamente degenerati in violenze e saccheggi. In Italia, per il momento, la situazione sembra essere limitata alle regioni del Nord e, più nello specifico, a Milano e Torino. Non si può, però, ignorare il rischio che accada qualcosa di simile a quello che abbiamo visto oltre le Alpi.
Gli attivisti del Movimento 17 ottobre hanno annunciato manifestazioni e cortei in tutte le piazze del nostro Paese, ogni sabato dalle ore 15:00 «fino alla caduta di questo governo ladro». Un autunno e di un inverno roventi, dunque, se questo gruppo darà seguito alla sua minaccia e le proteste continueranno a sfociare in scontri con le forze di polizia. Un’eventualità, questa, a cui sembrano essere pronti, visto che in rete è stato diffuso un manuale in cui spiegano come gestire le varie fasi di una manifestazione, gli effetti di lacrimogeni e come disinnescarli, persino come comportarsi in caso di fermo.
E, nella peggiore delle ipotesi, non è da escludere che i movimenti studenteschi – e le loro declinazioni più violente – possano fare presa anche in altri Paesi europei, come la Germania o la Spagna.