Chi decide cosa è vero? E quanto il modo in cui una notizia viene raccontata può influenzare politica, società e opinione pubblica? Sono le domande al centro della XVII edizione di Ponza D’Autore, la rassegna culturale che il 17 e 18 luglio porterà sull’isola pontina un confronto tra protagonisti delle istituzioni, del giornalismo, della magistratura e della cultura.
Nella cornice di Piazza della Chiesa SS. Silverio e Domitilla, alle ore 22, il tema scelto quest’anno sarà quello della (dis)informazione, affrontata non soltanto come fenomeno delle fake news, ma come un sistema più ampio fatto di narrazioni, percezioni, propaganda e nuovi strumenti digitali capaci di orientare il dibattito pubblico.
La manifestazione, ideata e curata da Valentina Fontana e realizzata da Vis Factor, si svolge con il patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, della Regione Lazio e del Comune di Ponza. Dopo l’appuntamento di apertura del calendario 2026 a Pantelleria, dedicato alle sfide geopolitiche del Mediterraneo, la rassegna punta così i riflettori su uno dei temi più delicati delle democrazie contemporanee.
La prima serata sarà dedicata al rapporto tra informazione, politica e consenso. Tra gli appuntamenti in programma il confronto sulla credibilità dei dati economici con Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, condotto da Davide Desario, direttore di Adnkronos.
Spazio anche al tema della giustizia e al rapporto tra magistratura, media e opinione pubblica con il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, intervistato da Peter Gomez, direttore de ilfattoquotidiano.it. A seguire il confronto tra Luca Palamara, già magistrato e saggista, e lo stesso Gomez, condotto da Roberto Inciocchi, sul rapporto tra politica, informazione e giustizia nell’Italia delle verità contrapposte.
La serata si chiuderà con un incontro dedicato al ruolo della satira nel racconto della realtà. Protagonista Federico Palmaroli, in arte Osho, insieme a Davide Desario e Roberto Inciocchi, per parlare di come l’ironia possa smascherare propaganda e distorsioni del dibattito pubblico.
La seconda giornata allargherà invece lo sguardo allo scenario internazionale, con un focus sulla competizione globale delle narrazioni e sull’impatto della comunicazione digitale.
Ad aprire gli incontri sarà il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, intervistato da Gianluigi Nuzzi, sul tema della diplomazia, delle crisi internazionali e della propaganda.
Sul palco anche Carlo Calenda, segretario di Azione, per un dialogo sulla difesa della libertà, dell’informazione e della democrazia occidentale. Seguirà il confronto tra Massimo Giannini e Gianluigi Nuzzi sulla costruzione del consenso nell’epoca della propaganda permanente.
Il programma prevede inoltre un approfondimento sulla battaglia digitale per conquistare consenso e opinioni con Pietro Francesco Dettori, amministratore di DORS Media e co-fondatore di Esperia Italia, insieme a Gino Zavalani, direttore editoriale di Esperia Italia, e Peter Gomez.
A chiudere la rassegna sarà il dialogo tra Stefania Andreoli, psicoterapeuta e professoressa, e Gianluigi Nuzzi, dedicato al rapporto tra cronaca, pregiudizi e verità spesso trascurate.
«Viviamo in un tempo in cui il problema non è soltanto distinguere il vero dal falso, ma comprendere come si costruiscono le narrazioni che orientano il dibattito pubblico», spiega Valentina Fontana, ideatrice e curatrice della rassegna. «Ponza D’Autore nasce proprio con questo obiettivo: creare uno spazio di confronto tra posizioni diverse, dove politica, giornalismo, magistratura, cultura e società possano dialogare senza semplificazioni».
Giunta alla diciassettesima edizione, Ponza D’Autore rappresenta una delle tappe storiche del network D’Autore, che nel 2026 proseguirà anche in Liguria, Veneto e Milano, con l’obiettivo di mettere in dialogo politica, informazione, cultura e impresa.