Dentro la crisi della Ferrari
Domattina alle 7 scatta in Australia il terzo gran premio di una stagione già in salita per la Rossa. Ogni anno si attende la svolta, ma a Maranello il titolo costruttori manca dal 2008 e quello piloti dal 2007. E…
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Domattina alle 7 scatta in Australia il terzo gran premio di una stagione già in salita per la Rossa. Ogni anno si attende la svolta, ma a Maranello il titolo costruttori manca dal 2008 e quello piloti dal 2007. E…
L’azienda dovrà risarcire una lavoratrice di Termoli lasciata quasi sempre a casa.
La Commissione è pronta a esentare dalle tariffe le auto elettriche costruite in Asia dal colosso tedesco il quale, intanto, nel Vecchio continente chiude le fabbriche. Meloni ai vertici Ue: «Aprire a ibride e biofuel».
Il sindaco dem sogna una città a passo d’uomo pure fuori dal centro storico. Ingresso vietato ai veicoli più inquinanti.
Dopo gli esuberi di Pomigliano e Melfi, Stellantis ha siglato un accordo per le uscite incentivate di 200 dipendenti di Termoli. Il sito che doveva dar vita alla gigafactory.
Nonostante le promesse, fatturato in calo con la gestione francese. Pesano, oltre alle quattro ruote, i ritardi nei componenti per l’Ia. In arrivo tagli al personale e agli investimenti: la situazione rischia di peggiorare.
A novembre, in Europa vendite di veicoli a batteria giù del 9,5%. Foxconn punta le quote di Renault nella casa di Yokohama.
Il manager licenziato ha molte colpe, ma gli Agnelli per decenni hanno usato i soldi pubblici per tappare buchi e distribuirsi dividendi. E poi ci sono le responsabilità di politici (Prodi in primis) e sindacalisti: vero Landini?
Nessuna proposta nuova per la crisi auto: solo proteste contro il taglio dei contributi statali al settore che finiscono all’elettrico. Adesso pure Assoimmobiliare bussa alle porte del governo per un maxi piano di ristrutturazione edilizia che vale 1.000 miliardi.
Passano le sanzioni sulle auto elettriche cinesi. La Commissione continuerà a negoziare fino al 30 ottobre, quando il testo verrà pubblicato. La spaccatura e il no della Germania rendono evidente la mancanza di una strategia per salvare il comparto.
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