Il mistero degli audio difettosi: c’è Pignatone
Il trojan nello smartphone di Luca Palamara ha fatto cilecca alla cena per l'ex procuratore del 7 maggio 2019.
Il trojan nello smartphone di Luca Palamara ha fatto cilecca alla cena per l'ex procuratore del 7 maggio 2019.
In una delle conversazioni captate, Luca Palamara sostiene che nel 2018 subì pressioni per rallentare i processi contro il pm napoletano nel parlamentino dei giudici.
Il pm sotto inchiesta a Perugia: «Dietro agli articoli del “Fatto" e di “Repubblica" secondo me ci sono Cascini e Ielo». La delusione verso Giuseppe Pignatone, soprannominato «er ciabatta»: «Ho pensato anche a lui».
L'ex sottosegretario nonché braccio destro del Bullo, sentito in riferimento al memoriale dell'avvocato Piero Amara, rievoca le pressioni ricevute da quest'ultimo e da Andrea Bacci per collaborare col colosso energetico.
A mediare tra Eco Tech e la Giunta per la fornitura dei Dpi è stato Ivan Gilardi, ex imprenditore karateka. L'uomo era in contatto con Andrea Cocco, «creatura» di Goffredo Bettini e ora vicecapo di gabinetto del presidente.
La Procura di Perugia ha ordinato un'informativa con le intercettazioni delle telefonate fra il giudice e i reporter. Vittime eccellenti: fra loro Giovanni Minoli, Gigi Marzullo e il nostro Giacomo Amadori.
Sergio Mattarella intervenne nel risiko delle toghe per far sì che il pg di Firenze, sostenuto da Luca Palamara e sodali, non finisse alla Procura di Roma. Ma la V commissione del Csm ignorò l'indicazione. A far saltare tutto ci…
L'azienda elvetica doveva fornire i Dpi per il Lazio. Tra le ditte gabbate c'è anche la Evirontek di Orlich: ha ordinato 200.000 Ffp2 per le Marche, mai consegnate. S'infittisce il mistero sulla compagnia Seguros.
In una lettera inviata ieri, l'Ivass certifica che la Seguros non poteva fare assicurazioni. La garanzia in mano alla Regione Lazio, con cui vorrebbe recuperare i 14 milioni, è carta straccia. E la Banca d'Italia conferma.
Sergio Pellerey, che doveva portare protezioni in Abruzzo con lo stesso carico destinato a Nicola Zingaretti, svela che per quei dispositivi non c'è mai stato il saldo: sarebbero rimasti a Mosca. Ma erano stati anticipati 14 milioni.
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