Il campo largo è alla ricerca del premio di consolazione dopo la batosta di domenica e lunedì alle amministrative. L’ineffabile Francesco Boccia, capogruppo al senato del Pd, dice: «Sono tutte storie, test così non cambiano nulla e poi Venezia è governata da 11 anni dal Centrodestra. Cinque anni fa con Brugnaro avevano 25 punti in più». Elly Schlein ripete: «Uniti vinciamo, puntiamo alle politiche».
Simone Venturini intanto si gode la vittoria. A Un Giorno da Pecora gli chiedono: «I leader del campo largo sono venuti tutti, pensa che qualcuno di loro le abbia dato una mano?». E lui risponde: «Conte, Schlein, Fratoianni, ma Conte più di tutti perché è stato il peggior premier degli ultimi anni». Allora viene voglia di spulciare le tabelle di Youtrend e si scopre che a Venezia, dove ha trionfato a dispetto dei sondaggi (pilotati?) Simone Venturini, metà di quelli che avevano votato 5 stelle alle europee due anni fa, ora hanno votato per lui.
A conferma che a Venezia il campo largo era sì e no un campiello, visto che a far vincere il centrodestra sarebbero stati gli elettori dell’alleanza Pd-pentastellati. Sempre attingendo alle analisi di Youtrend si apprende che, considerando i 121 Comuni al di sopra dei 15.000 abitanti e che andranno al ballottaggio il 7 e l’8 giugno -in quella data votano per il primo turno anche 149 comuni della Sardegna - il centrosinistra ha vinto al primo turno in 37 Comuni a fronte di 59 sindaci uscenti e il centrodestra in 25 a fronte di 42 uscenti, mentre in 15 Comuni hanno vinto candidati civici o di altri partiti (erano 17 nella precedente tornata). Con un rapido calcolo si vede che il centrosinistra ha confermato il 62% dei suoi sindaci e il centrodestra il 59%.
In 41 Comuni, che sono il 33% di quelli andati al voto, come detto si va al ballottaggio e la partita ai nastri di partenza è pressoché pari. Alla ricerca di una minima soddisfazione il campo largo si affida ai capoluoghi di provincia: sono stati 18 quelli andati alle urne. Nei capoluoghi il centrosinistra (che non è stato campo largo ovunque) elegge al primo turno sette sindaci, mentre il centrodestra ne promuove tre. Però si devono sottrarre al centrosinistra tanto Salerno quanto Enna.
In questi due capoluoghi i sindaci trionfatori, Vincenzo De Luca con il 57,2% dei consensi, e Mirello Crisafulli che ha avuto il 60,4% dei voti, hanno corso senza il simbolo del Pd che lo ha loro negato e contro il Movimento Cinque Stelle, che a Salerno ha schierato insieme ad Avs addirittura un suo candidato, Francesco Lanocita che si è fermato al 14,1%. Sempre restando sui capoluoghi, clamoroso è il risultato di Reggio Calabria dove Francesco Cannizzaro, uomo di vertice nazionale di Forza Italia, ha con il 65,7% dei voti letteralmente asfaltato il sindaco uscente del Pd, Domenico Donato Battaglia, fermo al 24,7%, che aveva ricevuto l’eredità del Comune da Giuseppe Falcomatà, che ha «governato» per quasi 11 anni sotto le insegne del Pd.
In questo turno evidentissimo è il balzo in avanti di Forza Italia che, sommando i suoi voti alla lista del sindaco sfiora il 19%, insieme a un arretramento altrettanto vistoso del Pd, che passa dal 10,5% di cinque anni fa al 7% di oggi. Sempre rimanendo sui risultati dei capoluoghi di provincia, vanno al ballottaggio tre Comuni rossi: Lecco, Trani e Chieti, dove il Pd ha schierato un calibro da 90, Giovanni Legnini (vicepresidente del Csm, già sottosegretario alla presidenza del Consiglio) che si è però fermato al 48,4% dei voti. I Comuni di centrodestra che vanno al ballottaggio sono Arezzo e in particolare Macerata, il cui sindaco uscente, Sandro Parcaroli, imposto per il bis da Matteo Salvini e voluto fortemente da Francesco Acquaroli, dato per vincente per tutto il giorno, come Cenerentola a mezzanotte si è risvegliato con il 49,96% scoprendo di essere con 282 voti solo il sesto tra i leghisti.
Se la vedrà al ballottaggio con Giancarlo Tittarelli (41,95) del campo largo. Due Comuni sono diventati famosi. Il primo è Vigevano, dove Furio Suvilla, sostenuto da Roberto Vannacci, ha avuto il 14,1% e sarà l’ago della bilancia al ballottaggio tra Rossella Buratti (centrosinistra) e Paolo Previde Massara, sostenuto da Forza Italia. A Vigevano c’era Massimo Lovati, l’ex avvocato di Andrea Sempio, che si è fermato all’1%. L’altro Comune sotto i riflettori è Ceglie Messapica, dove va in vacanza in Puglia Giorgia Meloni. Resta sindaco di Fdi Angelo Palmisano mentre Rocco Casalino, l’ex portavoce di Giuseppe Conte è secondo e non eletto con 246 voti, con i 5 Stelle fermi al 10%.


